Sardine di tutta Italia, unitevi. L’appello simbolico lanciato da Bologna è stato raccolto fisicamente, pardon, itticamente, da diverse piazze italiane e a breve si aggiungerà anche quella di Ferrara. In vista del flash mob di sabato 30 novembre, alle 20 in punto in piazza Castello, abbiamo parlato di questo nuovo fenomeno con gli organizzatori Adam Atik, Lorenzo Donnoli e Arianna Poli che hanno portato la mobilitazione in città insieme a Ciro Zabini, Giorgia Fabbri, Caterina Angelone e Martina Gagliardo.
Se lo domandano in tanti, proviamo a chiederlo a voi organizzatori locali: qual è il segreto del successo delle sardine? Perché un ‘pesce povero’ è riuscito a mettere nella rete così tante anime diverse?
Il segreto sta nella trasversalità. Non identificandoci con bandiere e non inscatolandoci in categorie chiuse, la diversità delle sardine viene da sé. Nelle piazze d’Italia si stanno riunendo tutte quelle persone che si sono stancate delle retoriche d’incitamento all’odio, alla politica meramente basata sul populismo; quella parte di elettorato che, deluso, ha perso la fiducia nella classe dirigente. E questo movimento vuole essere la dimostrazione concreta che un’opposizione esiste: va solo organizzata.
Vi aspettavate una mobilitazione del genere anche a livello locale? Ci sono state migliaia di adesioni sui social, ora bisogna vedere se verranno ‘tramutate’ in piazza…
Siamo sicuramente felici di vedere che c’è un’altra Ferrara che r-esiste, ma sappiamo anche che aderire su una piattaforma social è molto più semplice di scendere in piazza. Ciononostante siamo fiduciosi, perché la mobilitazione pare comunque fervida ed attiva ogni giorno di più.
Il primo gruppo 6000 sardine a Bologna alla fine ha stipato molti più ‘attivisti ittici’. La capienza di piazza Castello varia da 5mila a 6mila presenze, credete nel tutto esaurito?
Il famoso detto riporta che la speranza è l’ultima a morire. Ciò in cui speriamo tutti è che la mobilitazione sia il più partecipata e sentita possibile, da parte di chiunque voglia mettersi in gioco per la propria città.
Il primo messaggio è stato “Ferrara non si lega”, poi è stato corretto il tiro in “Ferrara si slega”. Cosa volete dimostrare all’amministrazione leghista di Fabbri e Lodi?
Lo slogan lascia intendere che noi crediamo esista una Ferrara diversa da quella che alle amministrative si è espressa in favore del centro-destra. “Ferrara si slega” perché noi, in primis, non ci sentiamo rispecchiati nell’esito elettorale dello scorso giugno ed è giusto poter dar voce a chi la pensa in questo modo, lasciando la piazza ad un’altra Ferrara: quella che accoglie, che rispetta, quella che non odia. Ma non solo: molti elettori si sono astenuti lo scorso maggio, e ciò che ci preme è che queste persone si ricredano sulla possibilità di riscoprirci e ricrearci, partendo da noi, piccole sardine, che stando strette possiamo fare la differenza.
Sardine vs gattini. Cosa ne pensate della controbattuta provocatoria di Salvini? Sta cercando di ‘trollare’ un movimento spontaneo?
È normale che il movimento venga strumentalizzato o “trollato” dall’opposizione, forse un po’ per farlo diventare un fenomeno mediatico. L’unica cosa che vorremmo aggiungere è che il movimento delle sardine è pacifico, la risposta dell’ex ministro invece è stata quella della raffigurazione di un gattino che mangia una sardina. Ad ogni modo più se ne parla – bene o male che sia – e più si sparge la voce. E il passaparola in questi casi è fondamentale.
Cosa volete replicare a chi vi accusa di essere un movimento di sinistra ‘camuffato’ e manovrato da dietro le quinte dal Pd? Non pensate che anche gli elettori di centrodestra delusi possano riconoscersi nel vostro manifesto?
Il movimento in quanto tale vuole essere libero da simboli e bandiere, come già sottolineato, e soprattutto non esiste alcun partito né figura che ci “manovra”. Essendo libero ed aperto, chiunque si rispecchi nel manifesto può aderirvi spontaneamente, anche l’elettorato deluso.
Le sardine sono state scelte come simbolo perché stanno strette strette e non abboccano. Qual è l’ultimo appello che volete lanciare al banco ferrarese per manifestare sotto il Castello?
Riempiamo la piazza, dimostriamo che esiste una parte di città che non si rispecchia nelle retoriche di odio ed esclusione tipiche delle politiche di questi tempi.
Potete darci alcune indicazioni utili sul flash mob? Quanto durerà e come bisogna ‘attrezzarsi’? L’invito è di non portare bandiere o simboli di partito, è possibile munirsi di striscioni? Si legge di arrivare con sardine creative e tanti libri… è il contrattacco alle vecchie ‘sentinelle in piedi’?
Il flash mob per definizione è di breve durata. Sarebbe bello se ognuno portasse la propria sardina, colorata e decorata secondo il proprio spirito creativo. Gli striscioni sono i benvenuti al fine di comunicare in maniera breve e concisa uno slogan, un pensiero, una riflessione. I libri invece crediamo siano il simbolo della cultura, dell’informazione; si vuole lanciare un segnale di consapevolezza verso ciò che facciamo, rispondendo a chi ci dice che “delle sardine si tiene tutto tranne la testa”.
Un ultima domanda, come avete reagito al recente oscuramento della pagina?
È stato molto triste trovare una cosa del genere su Facebook, ma è stata una dimostrazione che questo movimento sta colpendo nel segno. Vuol dire che tante persone hanno voluto segnalare la pagina perché ci vedono come una minaccia. Questo modus operandi molto estremo è proprio quello contro cui noi lottiamo, quindi in un certo senso hanno contribuito alla causa.
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com