Un pezzo di Colombia a Ferrara. È la nuova avventura imprenditoriale vissuta con il tipico calore latino da Isbelia Corzo Rodriguez. Che ha portato un angolo della sua terra natia nel cuore del centro storico estense che sente come la sua seconda casa.
Non a caso si chiamerà “Mi Tierra” il nuovo locale che aprirà in via Ragno 15 sulle ceneri del frequentato ex circolo Arci Zuni. Del passato rimarrà solo la vocazione culturale e artistica, per il resto è tempo di un cambio di destinazione e di gestione.
Lo spazio culturale è stato infatti rilevato da Corzo Rodriguez, 47enne di origini colombiane ma residente in Italia da 27 anni, che ha deciso di reinventarsi come imprenditrice perché crede nella città che l’ha accolta e l’ha fatta sentire a casa.
Il primo lounge bar italo-colombiano aprirà mercoledì 27 novembre alle 18 con una festa fino a mezzanotte tra dj set di musica latina, aperitivo a buffet, spettacolo di kizomba e mostra dell’artista ferrarese Riccardo Michelini.
“Stiamo correndo contro il tempo per essere pronti per l’inaugurazione, sono emozionata ma non vedo l’ora di cominciare questa avventura” ci racconta Corzo Rodriguez, indaffarata negli ultimi lavori per rendere il più accogliente possibile il bar che servirà colazione a buffet, pranzi veloci, cene e ovviamente aperitivi.
“La nostra specialità saranno i cocktail bio con frutta certificata per un momento salutare e antistress” rivela la proprietaria che ha voluto curare l’aspetto alimentare, rigorosamente colombiano, in un “ambiente dal clima caloroso e dallo stile retrò, con arredi tutti restaurati da me e con un tocco latino nella musica e nei cibi”.
Spazio riservato alla cultura: “Sono particolarmente orgogliosa del salottino dedicato alla lettura dove poter scambiare libri e incentivare i giovani a leggere” spiega la donna in veste di imprenditrice e di mamma. Oltre alla sala lounge e alla libreria, ad animare “Mi Terra” ci penseranno i quadri di Michelini, formatosi all’istituto Dossi Dossi e all’accademia Clementina di Bologna.
L’artista esporrà una serie di ritratti di donna che a volte paiono spavalde, a volte ironiche e seduttive. Le sue “donne” colorate e misteriose catturano lo sguardo perché ciascun volto, come ogni volto del resto, ha una storia da raccontare che lo ha reso unico e riconoscibile. Come il locale italo-colombiano, dal passato avvincente e dal futuro sfavillante in una “città, Ferrara, che è la mia seconda culla, mi tierra”.
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