Attualità
26 Ottobre 2019
Il Sap presenta il libro all'hotel Orologio. Tonelli: "La società tratta noi come nemici e i delinquenti come vittime"

“Sbirri, maledetti eroi” contro il “razzismo culturale del partito dell’antipolizia”

di Elisa Fornasini | 3 min

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“La prima regola del poliziotto è tornare a casa vivo. La seconda è di non essere denunciato, sospettato, vilipeso”. È la citazione de “Gli intoccabili” vista da “Sbirri, maledetti eroi“, il libro presentato dal Sap a una platea composta principalmente da consiglieri comunali leghisti e poliziotti, nella saletta dell’hotel Orologio per ascoltare i “problemi vissuti quotidianamente dalle forze di polizia che devono tutelare loro stesse per evitare ripercussioni”.

“Il titolo è duro, provocatorio, criticato ma riassume in tre parole il razzismo culturale nei confronti delle forze di polizia, considerate colpevoli a prescindere” spiega l’autore Stefano Piazza che definisce questo atteggiamento “un virus che ha colpito l’Italia e vari paesi europei, dove i politici non fanno nulla per tutelare le forze dell’ordine ma sono bravi solo per le foto a braccetto”.

Ancora più duri i toni usati da Gianni Tonelli, parlamentare leghista e primo segretario del Sap estense, che individua come prodromo il “partito dell’antipolizia e degli allergici alle divise, di cui fanno parte anarchici, intellettualoidi, giornalisti, istituzioni e magistratura, perbenisti radical chic che trattano i mascalzoni come le vere vittime e noi come primi nemici. Il problema è questa ideologia che ha sovvertito le basi della società”.

“La gente pretende che ci sporchiamo le mani ma se ci riusciamo abbiamo forzato la mano, come i Nocs messi sotto processo per aver liberato il generale Dozier, altrimenti se ci riesce male siamo additati come incapaci” incalza Tonelli che ha depositato un disegno di legge per “rispondere di ogni nostro respiro: metteteci telecamere addosso, in ogni auto, in ogni cella di sicurezza perché a ogni asino che raglia siamo stanchi di finire alla sbarra, di diventare l’orco cattivo sulla stampa. E non bastano dieci anni come il caso Uva o il caso della doccia, io sono per la verità ma nel processo mediatico vince chi ha il potere”.

Tutti ci vorrebbero eroi, disposti a dare la vita per gli altri, ma siamo maledetti perché nessuno ci sostiene mai e lo sbirro fa la parte del cattivo” conferma il segretario provinciale del Sindacato Autonomo di Polizia Luca Sita, affiancato da Luca Caprini, segretario aggiunto del Sap e consigliere comunale in quota Lega.

“È il sistema che non ci tutela e consiglia chi delinque di controdenunciare gli operatori per un rimpallo dei test che diventa un girone dantesco” interviene Stefano Paoloni, segretario generale del Sap, che sta preparando un “disegno di legge finalizzato alle garanzie funzionali per l’archiviazione immediata dei servitori dello Stato. Ormai i nostri sono diventati interventi difensivi, tanto chi commette oltraggio o resistenza a pubblico ufficiale non sconta un giorno di carcere ma esce dalla questura prima di noi che compiliamo i verbali”.

Tra le “dotazioni non adatte al servizio, dalle tristemente note fondine rotte ai giubbotti antiproiettile”, Paoloni vorrebbe incrementare l’uso dei taser che ha una “funzione straordinaria della desistenza. Il delinquente sa che non usiamo la pistola ma possiamo usare questa arma non letale che provoca meno feriti rispetto allo sfollagente e agli strumenti che ci obbligano al contatto fisico”.

“Ci sono troppi morti, aggressioni, suicidi, troppe parole e nessun fatto: è ora che si svegli anche la società civile e porti questo grido di dolore nelle stanze dove si prendono le decisioni per fare in modo che queste storie non si ripetano in questa società malata” è l’ultimo appello dell’autore Piazza che ha scritto il libro a quattro mani con la giornalista d’inchiesta Federica Bosco.

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