
Combattenti curdi. Foto da Kuridshstruggle Flikr/CC BY 2.0
La parola “tradimento” riferita agli Usa è scomparsa nel testo finale, sostituita con una lunga perifrasi che inizia con un più candido “disimpegno” delle le truppe americane che, comunque “verranno dispiegate in territorio iracheno per combattere le bande terroristiche”. Così sì che il Consiglio comunale di Ferrara, senza criticare troppo l’alleato a stelle e strisce, ha trovato l’unanimità per votare un ordine del giorno a sostegno del popolo curdo e di condanna per la Turchia per l’attacco nel Rojava.
D’altronde se la politica è l’arte del compromesso, l’importante era arrivare a una decisione condivisa sul documento presentato dalle forze di minoranza (Pd, Gente a Modo e Azione Civica), emendato dalla maggioranza (dopo un confronto tra le parti per limare il testo) e dal M5S. E così è stato
A leggerlo nella seduta del Consiglio di lunedì è stata Ilaria Baraldi che in apertura ha ricordato Hevrin Khalaf, l’attivista curda rapita in un agguato, stuprata e uccisa in Siria.
Se nel risultato finale sfuma un bel po’ il ruolo degli Stati Uniti nel liberare la mano turca, netto rimane il riconoscimento del ruolo dei curdi nella lotta all’Isis e netta rimane la condanna nei confronti di Erdogan.
La richiesta è che Italia e Unione Europea “fermino gli attacchi di guerra della Turichia nei confronti del popolo curdo”, che si blocchini gli scambi di armi e apparati logistici e che, come da testo emendato dalla maggioranza, venga espressa “ferma condanna all’invasione unilaterale di Erdogan”, vi sia una “espressione di vicinanza alle vittime (e ai cristiani uccisi, aggiungeva l’emendamento originario) e si proceda al “taglio dei fondi di preadesione a fronte delle inqualificabili dichiarazioni di Erdogan che strumentalizza le migrazioni dei popoli su suolo turco come minaccia nei confronti della comunità europea” (anche quest’ultimo passaggio è in realtà frutto di mediazione, la maggioranza proponeva il taglio dei fondi “fino ad oggi elargiti allo stato turco per bloccare i flussi migratori”).
Ok anche all’ulteriore emendamento presentato da Tommaso Mantovani, per chiedere un intervento di Coni e Uefa per spostare in altra sede la finale di Champions League prevista a Istanbul e sospendere la Nazionale turca dalla fase finale degli Europei di calcio del 2020.
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