Nel suo intervento l'avvocata e attivista per i diritti civili ha richiamato figure come Teresa Mattei, madre costituente fondamentale per l’inserimento dell’espressione “di fatto” nell’Articolo 3 della Costituzione, e Tina Anselmi, prima ministra donna della storia repubblicana italiana
Tornerà venerdì 15 maggio la panchina arcobaleno sul lungofiume della Darsena di Ferrara, simbolo cittadino contro l'omolesbobitransfobia rimosso dopo ripetuti atti vandalici. Ma insieme alla soddisfazione per il ripristino, Arcigay Ferrara solleva una critica nei confronti dell'amministrazione comunale
In un’epoca in cui la politica sembra parlare sempre alle persone e mai con le persone, il progetto Nova – Parola all’Italia prova a invertire la rotta
Ferrara si prepara a ospitare una giornata di iniziative dedicate alla Palestina in occasione del 78° anniversario della Nakba, il primo esodo forzato del popolo palestinese dalla propria terra
L’iniziativa, dal titolo “Un processo simulato… per evitare un vero processo vero”, si svolgerà venerdì 15 maggio dalle 9 alle 13 e sabato 16 maggio dalle 9.30 alle 11.30 nell’Aula B del Tribunale di Ferrara, con la partecipazione degli studenti degli istituti Einaudi e Vergani Navarra
Mamma: due tenerissime, brevi, struggenti poesie a lei dedicate da Roberto Pavani. Personaggio riservato, poco incline alle varie vetrine “social”, giornali o altro. Poeta vincitore di alcuni prestigiosi premi. Grandissimo amico del nostro vernacolo. Attore in “Straferrara” e “Compagnia del Vado”, regista ma soprattutto presidente de “Al Tréb dal tridèl” (cenacolo di Cultura dialettale ferrarese).
Fondamentale nel salvataggio di tale prestigiosa entità culturale che rischiava, alcuni mesi orsono, di chiudere i battenti. Pavani ne fu tra i soci fondatori nel lontano 1980. Primo presidente il grande Iosè Peverati.
Eccovi le due poesie. Testi non assimilabili all’italica retorica “mammona”, a mio giudizio sono veramente notevoli. Buona lettura e visione/ascolto. Le immagini, che accompagnano le poesie, a dire il vero sono più riferibili a nonni o bisnonni, più che a mamme, ma in sostanza rappresentano un nostro mondo, non così lontano nel tempo.
“ PÀR VÉDR’ INCÓRA”
Adès la tò càmara
l’è cóme prima:
avén purtà vié
càl lèt còn ill spónd
e cal stramàz
divèrs da chj’àltar.
Tut è in órdan:
an gh’è più madgìn,
né flèbo, nè sirìngh
né chì àltar pastròć
ché at duvévi sémpar tór.
An gh’è più nisùn
In tlà tò càmara,
agh són sól mì,
mama,
e anch adès
at zérch int la penómbra
par védr’incóra
s’at gh’à bisógn ad quèl.
PER VEDERE ANCORA (Traduzione)
Adesso la tua camera/ è come prima/abbiamo portato via/ quel letto con le sponde/ e quel materasso/ diverso dagli altri./ Tutto è in ordine,/ non ci sono più medicine,/ né flebo, né siringhe,/ né quegli altri intrugli/ che dovevi sempre prendere./ Non c’è più nessuno/ nella tua camera,/ ci sono solo io,/ mamma,/ e anche adesso/ ti cerco nella penombra/ per vedere ancora/ se hai bisogno di qualcosa.
“FÉRMAT INCÓRA CHÌ”
di Roberto Pavani.
Santà a fiànch dal tò lèt,
at guàrd e a torn’indré putìn,
e at véd incóra là
in cuśina
cóme tuti ill sìr
a punciàr in silénzi.
…At ciàm par fàrat vgnìr a lèt
ma t’an rispóndi più
a la mié vóś.
E at véd incóra
sal mezdì
métar ch’al póch ad magnàr
int i nòstar piàt,
quasi scurdàndat dal tò.
…At ciàm par dàrtin
un póch dal mié
ma i tò òć
j’è sémpar più sarà ché vèrt.
“Aspèta, mama,
briśa andartìn
a gh’è in sla tàula
cal quartìn ad vin dólz
che a bvévan insiém
ògni qual tànt àla dmndga;
férmat incóra chì,
cal vin
an vói briśa
bévral da par mi. “
FERMATI ANCORA QUI (Traduzione) .
Seduto a fianco del tuo letto,/ ti guardo e torno bambino,/ e ti vedo ancora là/in cucina/come tutte le sere/ a cucire in silenzio./ … Ti chiamo per farti venire a letto/ ma non rispondi più/alla mia voce./ E ti vedo ancora / sul mezzogiorno/ mettere quel poco cibo/ nei nostri piatti/ quasi scordandoti del tuo./ … Ti chiamo per dartene/ un poco del mio,/ ma i tuoi occhi/ sono sempre più chiusi che aperti./ “Aspetta mamma,/ non andartene;/ c’è sulla tavola/ quel quartino di vino dolce/ che bevevamo insieme/ alcune volte la domenica;/ fermati ancora qui, / quel vino/ non voglio / berlo da solo.”
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