Politica
21 Settembre 2019
Daniele Lugli aveva scritto alle varie istituzioni chiedendo informazioni e controlli. Lodi e Coletti: "Operazioni senza intoppi, a breve aggiorneremo nel dettaglio"

Campo nomadi: il difensore civico archivia la pratica ma invita il Comune alla trasparenza

di Ruggero Veronese | 3 min

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Nicola Lodi al campo nomadi il 2 agosto scorso

Durante lo sgombero del campo nomadi di via delle Bonifiche non sono avvenute violazioni dei diritti delle famiglie Sinti. A metterlo nero su bianco è il Difensore Civico Regionale, Carlotta Marù, che ha archiviato la pratica aperta dopo la richiesta scritta di chiarimenti da parte di Daniele Lugli, attivista del Movimento Nonviolento oltre che a sua volta Difensore Civico Regionale dal 2008 al 2013. La comunicazione inoltrata il 16 settembre al Comune di Ferrara e allo stesso Lugli mette ufficialmente fine alla procedura, anche se in un passaggio del documento l’ente regionale invita l’amministrazione ferrarese a fornire a Lugli le informazioni e i chiarimenti richiesti e non ancora pervenuti.

Lugli aveva inoltrato una lettera a tutti gli enti coinvolti nella vicenda (Comune, Prefettura e Regione, oltre al Difensore Civico) a fine agosto a causa dell’allungamento dei tempi dello sgombero, che secondo le prime dichiarazioni dell’amministrazione si sarebbe dovuto concludere entro il 30 luglio. E chiedendo quindi informazioni sulle condizioni e le prospettive delle persone rimaste al campo, visto che lo sgombero era stato disposto con ordinanza contingibile e urgente proprio a causa dei rischi per la salute dei nomadi. A questa richiesta si accompagnavano quelle di garantire percorsi di accompagnamento per i nomadi già trasferiti e la frequenza scolastica dei minori, spiegando le modalità attraverso cui questo avverrà.

A dare notizia della risposta del Difensore Civico attraverso una nota ufficiale sono il vicesindaco Nicola Lodi e l’assessore alle politiche sociali Cristina Coletti, secondo cui “Il Difensore civico regionale ha archiviato la pratica relativa allo sgombero di via della Bonifiche a riprova delle buone pratiche utilizzate dalla nostra amministrazione e della trasparenza che ha caratterizzato tutta l’operazione, nei limiti di quanto consentito dalla legge sulla privacy a tutela delle famiglie interessate”.

Lodi e Coletti si scagliano a quel punto contro il Partito Democratico: “I consiglieri del Pd, anche in Regione, continuano a sollevare polemiche sterili intorno ad una vicenda che stiamo portando avanti con grande impegno e in modo attento e rispettoso dei soggetti fragili che vivevano al campo. Certo non si può dire lo stesso di chi ha lasciato per trenta anni decine di persone in una situazione di degrado igienico e di isolamento sociale tale da richiedere l’intervento di sgombero con un’ordinanza contingibile e urgente. “L’impazienza dei consiglieri regionali del Pd nel conoscere i dettagli di una operazione che stiamo realizzando con la collaborazione delle associazioni del territorio, che ringraziamo sentitamente, e con Asp per l’individuazioni delle più corrette situazioni alloggiative stride con la scarsa attenzione riservata al tema negli ultimi decenni. Ci teniamo a rassicurare tutti relativamente al fatto che le operazioni stanno procedendo senza intoppi e che, a breve, aggiorneremo nel dettaglio i cittadini sullo stato dell’arte”.

Quello che il comunicato stampa omette è però il breve ma significativo richiamo al Comune da parte del Difensore Civico, che dichiara “esaurito il proprio ambito di intervento” ma “invita il Comune di Ferrara a fornire gli ulteriori chiarimenti richiesti dall’istante ed a continuare a prestare la massima attenzione al processo avviato”. Insomma: nessuna violazione dei diritti riscontrata dal Difensore Civico, ma un invito al Comune a rispondere alle richieste Lugli e a non sottovalutare le difficoltà e gli imprevisti che si possono ancora presentare.

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