Referendum. “Campagna mistificatoria, riforma scritta male”
Intervento del consigliere Fiorentini (Civica Anselmo) sul referendum costituzionale sulla riforma della Giustizia del Governo Meloni
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Il Movimento 5 Stelle di Ferrara rilancia l’appello del presidente Giuseppe Conte, che da Palermo ha invitato i cittadini a mobilitarsi in vista del referendum sulla giustizia
Venerdì 20 marzo Fratelli d’Italia Ferrara e Gioventù Nazionale saranno in zona Porta Reno per l’ultimo banchetto dedicato alla riforma della giustizia
Sono state aperte le buste per la gara di cessione di Amsef, l'azienda funeraria di Ferrara. A vincere è l’Ati composta da due aziende, Euro Funerali di Torino e Reverberi di Reggio Emilia, che ha rilanciato con una proposta più del doppio rispetto alla base d’asta: 10 milioni di euro, rispetto ai 4,250 di partenza
Giovedì 19 marzo si terrà a Ferrara alle ore 18.30 presso la Sala della Musica l’iniziativa pubblica “Una riforma che non migliora la giustizia”
“Vediamo se le associazioni li lasciano in mezzo alla strada o meno, vediamo se hanno la forza di ospitarli per qualche mese. Il nostro compito è mettere in sicurezza il campo”. Il vicesindaco Nicola Lodi sfida apertamente le associazioni attive nell’accoglienza, addossando loro non poche responsabilità dal punto di vista sociale ed economico, e tira dritto sul campo nomadi, annunciando che la sua bonifica rispetterà i tempi da lui previsti, dando la “matematica certezza che l’area verrà sgomberata entro la fine del mese di luglio”.
Ordinanza di sgombero quasi pronta. “La nostra linea è quella di mettere in sicurezza un’area, della quale è responsabile in questo momento il sindaco di Ferrara”, spiega Lodi in conferenza stampa con l’assessore alle Politiche sociali Cristina Coletti, richiamando i verbali dell’Ausl e una recente perizia dei Vigili del fuoco che parla di un “rischi di eventuale incendio”. La relativa ordinanza è in via di scrittura – “c’è già una malacopia” – ma l’amministrazione aspetta anche l’esito della richiesta riunione del tavolo sull’ordine pubblico con Prefettura e Questura. In ogni caso: “Confermo che sgombereremo”.
Rimane il nodo accoglienza. Il successo dello sgombero – ma “nessuno ha parlato di sgombero, sembra che oggi l’amministrazione voglia buttare in strada i cittadini nomadi, non è questo, gli abbiamo dato un tempo tecnico” – dipenderà anche dalle soluzioni abitative alternative che si troveranno nei prossimi giorni, che graveranno, nelle intenzioni del Comune, sulle associazioni, alle quali viene lanciata la patata bollente. Saranno loro a dover trovare spazi di loro proprietà o in concessione per ospitare i nomadi e/o le loro casette mobili (“ma non più di una o due”), che il Comune si offre di custodire per qualche tempo. “Mi sono speso già da un mese fornendo tutte le possibilità concrete per queste persone, dopo 30 anni di soldi buttati al vento, dopo 30 anni di contributi a pioggia – rivendica Lodi -. Abbiamo chiesto alle associazioni azioni concrete, fornendo loro anche contributi (ma questa affermazione sui contributi viene categoricamente smentita più avanti in conferenza stampa da entrambi gli assessori, ndr), chiedendo loro di appoggiarsi momentaneamente in qualche struttura, sappiamo che tutte le associazioni ne hanno”. E ancora: “Noi ci occuperemo di portare le casette di questi cittadini ferraresi in un luogo sicuro, per riconsegnargliele solo dopo che le associazioni avranno individuato un terreno loro o in concessione solo dopo una conformità edilizia”.
Non c’è intesa con le associazioni (tranne Caritas). Qui per ora c’è un cortocircuito. Nessuna associazione, neppure la Caritas che sembra quella più gradita all’amministrazione e con la quale il dialogo e in una fase più avanzata, ha dato disponibilità di spazi. “Ad oggi sul tavolo non c’è alcuna disponibilità concreta”, dice Lodi, al quale si aggiunge l’assessore Cristina Coletti che parla di “rammarico”, perché “se Ferrare è sempre passata per una città aperta all’accoglienza, nel mese che è trascorso abbiamo toccato con mano una realtà molto diversa”. Ovvero che, a parare della giunta, “una soluzione con le buone non è stata trovata” e la colpa, pare di capire, viene addossata alle associazioni, le stesse, attacca Lodi, che “se la Prefettura chiama trovano una soluzione in 10 minuti per i richiedenti asilo, è successo 20 giorni fa”.
Quel che è sicuro è che Lodi non sembra voler più voler coinvolgere le associazioni di don Bedin, il quale, scontri a parte, spiega a Estense.com perché la risposta ai due tipi di richieste sia diversa: “Quelle dei richiedenti asilo sono ospitalità semplici di singoli in una comunità, con un posto letto condiviso in una camerata. Ma noi non abbiamo strutture per ospitare delle famiglie”.
Il Comune si occuperà delle mamme con bambini. In ogni caso l’assessorato della Coletti si occuperà di trovare una sistemazione per i soggetti più deboli, individuati nelle donne con bambini, con l’aiuto dell’Asp se necessario (i nuclei familiari, non tutti completi, sono 14, con 14 minori, secondo quanto riferito in conferenza). Mentre con la Caritas “si sta lavorando a un progetto” e “non escludiamo di mettere a bando un immobile non in uso, con compartecipazione di Caritas per la sistemazione”.
Nessun compenso per le associazioni. Sia Coletti che Lodi, a domanda diretta, rispondono che non sono previsti compensi alle associazioni e che le uniche soluzioni previste sono quelle date dagli “strumenti a disposizione di qualsiasi cittadino in difficoltà economica”. Fra queste la percezione di Rei/Res e oggi reddito di cittadinanza, tirocini formativi e richiesta di assegnazione di alloggi popolari di cui “hanno fatto tutti domanda”.
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