Cronaca
3 Aprile 2019
Ascoltato l'esperto nominato dal giudice nel processo per la morte di Anna Fabbri. Sentenza attesa a giugno per l'autista della Cri imputato per omicidio stradale

Travolta dall’ambulanza, sentito il perito

di Daniele Oppo | 2 min

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È stato rinviato a giugno per la discussione – e probabilmente arriverà anche la sentenza – il processo per l’omicidio di Anna Fabbri, la giovanissima 13enne che due anni fa venne travolta da un’ambulanza della Croce Rossa all’incrocio di corso Giovecca con via Ugo Bassi, mentre tornava a casa da scuola. Imputato è l’autista del mezzo, che ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato.

Nel pomeriggio di martedì è stato sentito l’ingegner Silvano Simoncini, perito nominato dal giudice per l’udienza preliminare Carlo Negri per ricostruire la dinamica dell’incidente fatale.

“Siamo soddisfatti perché il perito ha confermato profili di responsabilità in capo al conducente dell’ambulanza”, spiega l’avvocato Fabio Anselmo, che rappresenta la famiglia della piccola Anna, costituitasi parte civile. Il riferimento è alla velocità tenuta dal mezzo di soccorso – che faceva i 50-60 km/h, mentre l’impatto sarebbe avvenuto sui 43 km/h – in una strada trafficata e piena di studenti appena usciti dalle scuole.

Secondo il perito se l’autista avesse tenuto i 30 km/h, avrebbe potuto con buona probabilità evitare l’impatto con la 13enne, che sta attraversando nonostante il rosso semaforico e le sirene attive dell’ambulanza.

“Ma la domanda a cui bisogna rispondere – spiega l’avvocato Carlo Bergamasco, che difende l’autista – è: che velocità è tenuto a fare il conducente in codice rosso per un sospetto ictus cerebrale? Il perito ha dato una sua versione, ma con molta onestà ha anche detto che l’interpretazione della norma spetta al giudice”.

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