Eventi e cultura
16 Novembre 2018
Imponenti installazioni e affascinanti diorami sono il "sottobosco" di Courbet allo spazio Offside del Diamanti

Perdersi in un bosco di carta con Eva Jospin al Diamanti

di Elisa Fornasini | 2 min

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Un’artista francese che crea boschi di cartone rende omaggio a un maestro connazionale che ha rivoluzionato la pittura di paesaggio. Parliamo di Eva Jospin che venerdì 16 novembre alle 18.30 inaugurerà “Sous-bois”la sua prima mostra personale in Italia, nello spazio Offside recentemente aperto al palazzo dei Diamanti per far dialogare l’arte contemporanea con “Courbet e la natura” esposta fino al 6 gennaio.

Il lavoro dell’affermata artista della scena parigina si addentra nelle foreste e nelle grotte che sono i nuclei fondanti dell’immaginario di Courbet che dalla tela prendono vita in imponenti installazioni e affascinanti diorami riassembrati con materiali poveri come il cartone, la corda e il filo metallico.

“Sono felice di essere a Ferrara, una città che non conoscevo ma che mi piace molto, e di essere associata a un artista del calibro di Courbet con cui condivido l’idea dell’immersione nel paesaggio ma, a differenza sua che non ha mai compiuto un viaggio in Italia, io già all’età di 15 anni sono stata influenzata dall’arte italiana, una vera e propria foresta culturale e architettonica in cui mi posso perdere e trarre ispirazione” spiega Eva in un perfetto italiano.

Jospin – affermata in Francia anche grazie al Panorama-foresta allestito nel 2016 nella Cour Carrée del Louvre o al grandioso ingresso al Beaupassage del settimo arrondissement parigino, ma meno conosciuta nel nostro Paese anche se ha esposto alla Biennale di Venezia e ha soggiornato come borsista presso l’Accademia di Francia a Roma – va particolarmente fiera del Ninfeo, l’installazione allestita all’ingresso del Diamanti con le sue “liane artificiali che si possono inserire in qualunque contesto, giocando in modo rispettoso con l’architettura e il giardino”.

L’attenzione è catturata però dalla maestosa foresta in cartone grezzo che con le sue trame frondose occupa un’intera parete. “Mi piace lavorare su più spessori e giocare coi dettagli – conferma l’artista – perché potenzialmente sento che posso non fermarmi mai: la mia paura, infatti, è quella di rimanere ferma, di pietrificarmi”. Una sensazione che danno le sue opere, dalla tattilità sorprendente, che fa emergere la dimensione onirica del bosco e del suo sottobosco, “Sous-bois” appunto.

“È il secondo appuntamento della rassegna d’arte contemporanea Offside – ricorda infine Chiara Vorrasi che ha curato la mostra insieme a Maria Luisa Pacelli – per gettare un nuovo sguardo sulla storia dell’arte e stabilire una continuità tra movimenti storicizzati e quelli più contemporanei allo scopo di avvicinare quel pubblico meno familiare al contemporaneo”. E interessato a perdersi in questi questi fragili quanto suggestivi panorami di carta.

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