Naomo contro commissario Digos: “Solo gossip”
Non ci sta Nicola "Naomo" Lodi e affida ai social una risposta dal tono tutt'altro che dimesso agli ultimi articoli pubblicati da Estense.com
Non ci sta Nicola "Naomo" Lodi e affida ai social una risposta dal tono tutt'altro che dimesso agli ultimi articoli pubblicati da Estense.com
Non si sa cosa abbia fatto di tanto sbagliato da meritare attenzioni tanto alte. Fatto sta che un vicecommissario della Digos proprio non entrava nelle simpatie dei piani alti dell'amministrazione comunale di Ferrara
Lo sostiene la difesa dell’ex consigliera comunale, che ha prodotto numerosi documenti per colmare i "buchi bianchi" nella consulenza tecnica del pm sulla chat tra l'ex vicesindaco e Luca Caprini e ribadire l'attendibilità della testimone chiave Rossella Arquà
Nuovo appuntamento con la stagione di concerti Musica con Tè che si tiene come di consueto, alla Vinaia del Sapere presso la Delizia del Verginese di Gambulaga-Portomaggiore
Per la Camera Penale Ferrarese è "gravissimo" quanto accaduto nelle scorse ore davanti agli uffici giudiziari di Tribunale e Procura, dove - nella mattinata di giovedì 19 marzo - sono state ritrovate alcune decine di volantini riportanti frasi ingiuriose e fortemente offensive nei confronti di giudici, pubblici ministeri e avvocati
Non c’era mercoledì a Bologna ad assistere alla prima udienza contro Norber Feher. Non era lì a osservarlo collegato via streaming dalla Spagna. Ma Marco Ravaglia, l’agente della polizia provinciale, unico sopravvissuto al killer serbo, ci sarà la prossima volta il 28 novembre.
Le pallottole con le quali Feher ha trafitto il corpo di Ravaglia, non hanno avuto pesantissime conseguenze solo dal punto di vista fisico, ma anche da quello emotivo per l’agente, che ancora non si sentiva pronto a riguardare quel volto, anche se mediato da uno schermo, che stava per prendersi la sua vita senza provare alcun rimorso, alcuna esitazione, alcuna pietà, dopo essersi preso quella del suo compagno, Valerio Verri, che con lui pattugliava il territorio quel maledetto 8 aprile del 2017.
“Non c’era perché con il cambio del clima è stato male ed è un passaggio delicato vedere quella persona che ti ha quasi ucciso, che ti ha calpestato con gli scarponi e insultato. Non se la sentiva di affrontarlo emotivamente in queste condizioni”, spiega l’avvocato Denis Lovison, tramite il quale Ravaglia si è costituito parte civile nel processo.
La sua condizione di superstite forse lo ha relegato un po’ ai margini della storia, eppure è stato anche grazie a lui che si è avuta la certezza che il killer era proprio lui, Igor il russo, Norbert Feher.
“Ravaglia – afferma l’avvocato – ha fiducia che si possa arrivare a una condanna, perché il lavoro della polizia giudiziaria e delle procure è stato molto importante sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Spera che non si arrivi a un’assoluzione peer infermità di mente – aggiunge Lovison, riferendosi alla richiesta della difesa di Feher di acquisire una perizia psichiatrica come condizione per il giudizio abbreviato – perché questo lo getterebbe nello sconforto più totale”.
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