Referendum, affluenza sotto il 20% nel Ferrarese
Si attesta al 19,30% l'affluenza alle urne in provincia di Ferrara alle ore 12 di oggi, domenica 22 marzo, per il referendum sulla giustizia
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Rispetto a vent’anni fa le cose sono migliorate, grazie soprattutto agli effetti della “Legge Sirchia” che dal 2005 ha vietato il fumo nei locali pubblici. Ma a Ferrara, nel 2018, una fetta consistente della popolazione sopra i 14 anni è ancora schiava delle sigarette.
Un ferrarese su cinque, infatti, si dichiara ancora fumatore, con una media di 11 sigarette consumate al giorno (10 le donne, 12 gli uomini, in Italia la media è 11,5 al giorno). Lo rivela la nuova indagine triennale sulle condizioni di vita nel Comune di Ferrara, svolta dall’Ufficio statistica, eseguita su un campione di 1.715 persone, rappresentative di 118.374 residenti di 14 anni o più. “L’incidenza di fumatori a Ferrara risulta pari al 20,1% – spiega il rapporto -, ciò significa che fuma un ferrarese ogni 5 sopra questa età e nel nostro comune i fumatori si stimano essere 23.750”.
“Per effetto della legge Sirchia, che ha vietato il fumo nei locali pubblici, entrata in vigore dal 10 gennaio 2005, dal 2006, il numero di fumatori è inizialmente diminuito: dal 27,1% nel 1997 al 20,3% nel 2006 – spiega ancora l’indagine -. Negli anni successivi, però, seppur con qualche oscillazione, si è mantenuto attorno al 20%, attestandosi, come detto, al 20,1% nel 2018”.
Il fumo, lo ricordiamo, è considerato “la prima causa di morte facilmente evitabile” e secondo l’Organizzazione mondiale della sanità ogni anno uccide 7 milioni di persone in tutto il mondo (di cui un milione per “fumo passivo”). È causa di tumori, malattie respiratorie e cardiocircolatorie, con effetti negativi sul sistema riproduttivo, sulla fertilità e fonte di grandi rischi durante la gravidanza. Smettere di fumare è imperativo, anche se può sembrare difficile, per questo è una buona idea rivolgersi ai centri antifumo per ottenere aiuto e buoni consigli.
Ferrara ancora sopra la media. Ferrara conferma la tendenza a stare sopra la media del resto d’Italia, dove la percentuale di fumatori è ferma al 19,7%. Anche rispetto al contesto regionale, la città estense rimane sopra la media (19,6% in Emilia Romagna, nel 2017).
Il fumo attrae molto le donne ferraresi. Una differenza di non poco rilievo riguarda l’incidenza dei fumatori tra maschi e femmine: in Italia gli uomini con la passione per le ‘bionde’ sono il 24,8%, mentre a Ferrara sono il 20,8%. Di contro, però, nella città estense si riscontra una maggiore percentuale di donne fumatrici: il 19,5% contro il 14,9% del resto d’Italia.
Per quanto riguarda le fasce d’età, l’abitudine al fumo “sia in Italia che a Ferrara è superiore nelle fasce di età centrali: Ferrara, infatti, supera la quota del 28% di fumatori tra i 35 e i 44 anni (elevata anche fino a 55 anni in Italia), mentre i fumatori sia in Italia che a Ferrara diminuiscono nelle fasce di età successive e in particolare nella fascia più anziana sopra i 65 anni”.
Fumo e giovani. Un dato positivo è quello dei giovani che fumano, il cui dato è più basso a Ferrara rispetto al resto d’Italia, ma è lo stesso rapporto dell’ufficio Statistica a mettere le mani avanti e frenare facili entusiasmi: “certamente il dato è sottostimato in modo non quantificabile, in quanto all’intervista hanno risposto il più delle volte i genitori, i quali non sempre sono informati delle abitudini al fumo dei propri figli. Pur tenendo conto di ciò, si può considerare un comportamento più virtuoso a Ferrara nella fascia di età 14-24 anni con il 9,0% di fumatori, contro il 16,5% in Italia (fumano in modo prevalente i giovani di genere maschile)”.
Fumo e titolo di studio. Mettendo in relazione la (cattiva) abitudine al fumo con il titolo di studio, si nota che è inferiore ai due estremi, ovvero tra chi non ha un titolo di studio o la ha basso, oppure tra i laureati. Questo, come spiega il rapporto, è dovuto da un lato al fatto che l’abitudine è meno presente nelle fasce d’età più elevata, dove si concentrano più titoli di studio bassi; dall’altro invece con una reale maggiore consapevolezza da parte dei laureati dei rischi del fumo.
Fumo e lavoro. Dal punto di vista sociale appare significativa la relazione tra fumo e condizione lavorativa: il 32% dei disoccupati fuma, mentre ‘solo’ il 263% delle persone con un lavoro lo fa. “Più contenuta è l’incidenza osservata tra gli studenti, l’11,5%, le casalinghe, l’11,5% e i ritirati dal lavoro, l’11,9% – prosegue il report -. A spiegare tali differenze concorre ancora una volta l’età: gli occupati e i disoccupati sono mediamente della fascia di età adulta, 35- 54 anni, che mostra la più elevata propensione al fumo. Al giungere del pensionamento e quindi di un’età più avanzata, a causa dei crescenti problemi di salute, la percentuale di fumatori diminuisce”.
Ex fumatori. Se da un lato crescono a Ferrara gli ex fumatori, cioè coloro che hanno abbandonato le sigarette (23,8%), dall’altro si abbassa la percentuale di persone che non hanno mai fumato (56,2%). E anche qui ci sono differenze di genere: fra gli uomini la percentuale di ex fumatori è più elevata (31,6% a Ferrara e 28,9% in Italia) rispetto alle donne (17,1% a Ferrara e 16,9% in Italia). La decisione di smettere è poi fortemente legata all’età: a Ferrara sopra i 70 anni il 36% di essi ha smesso di fumare: “La decisione di smettere di fumare è più frequente tra i ritirati dal lavoro (a Ferrara tra essi il 37,4% è un ex fumatore) e tra coloro che hanno solo la licenza elementare (26,8%), persone di età mediamente elevata”, spiega il report.
Sigarette elettroniche. Un effetto piccolo sull’uscita dal vizio sembra averlo anche l’uso di sigarette elettroniche, che rappresentano un’alternativa più sicura alla sigaretta tradizionale, pur non essendo affatto prive di rischi per la salute: a Ferrara vengono utilizzate dal 4,7% dei fumatori, ma circa la metà di essi non abbandona le sigarette e continua a fumare 10 sigarette in media al giorno.
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