Droga, armi e soldi. Roma, sodale di Casolari in carcere
È stato prelevato dalla propria abitazione intorno alle 6 di sabato mattina Roberto 'Gildo' Roma e portato alla casa circondariale di Ferrara
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La vicenda è stata ricostruita da Estense.com attraverso i referti dell’intervento del 118 e le verifiche effettuate con la Guardia Costiera. Parla Hamza: "Mi tuffai insieme a un altro signore. Fu una questione di senso civico"
Le avrebbe fatto credere che il figlio era stato arrestato e incarcerato dopo aver provocato un incidente stradale, spingendola a consegnare tutto il denaro e l'oro che aveva con sé per poter farlo uscire di prigione. È l'accusa che la Procura di Ferrara muove nei confronti di un 56enne di Napoli
Il nubifragio annunciato nelle scorse ore ha colpito il Ferrarese nella tarda mattinata di venerdì 21 agosto, con piogge intense, forti raffiche di vento e numerosi interventi richiesti sul territorio. Le conseguenze più pesanti si registrano a Tresignana
Ore di apprensione all'ospedale di Padova, dove una bambina ferrarese di 6 anni è ricoverata in gravi condizioni dopo essere stata colpita dal calcio di un cavallo in pieno volto
“L’assistente sociale del bambino strappato per una telefonata è stata rimossa”. Recita così una nota inviata alla stampa da Paolo Roat, responsabile Nazionale Tutela Minori del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (Ccdu) Onlus, in merito al doloroso caso avvenuto nella provincia ferrarese di un bambino di 3 anni allontanato dalla madre.
Ma, a una verifica dei fatti, la storia sembra un racconto fatto di mezze verità, costruito su una realtà alternativa, apparecchiata non tanto per il bene di un bambino e di sua madre, quanto per rendere veritiero il credo dell’associazione, sfruttando l’empatia delle persone, la stampa e anche la politica (si sono mossi senatori e si è arrivati anche a una interrogazione in Regione sulla questione) per trasmettere un messaggio: la psichiatria è il male.
Il Ccdu è infatti la copia italiana del Citizen Commission on Human Rights, un’associazione fondata dalla chiesa di Scientology come “ente di tutela che indaga ed espone le violazioni psichiatriche dei diritti umani”.
E non a caso, per il caso ferrarese, Roat sostiene che “quest’assistente sociale ha operato in base a obsoleti protocolli e principi psichiatrici che ancora infestano parte della tutela minorile odierna. Alla fine, il Tribunale e le Amministrazioni hanno compreso e stanno correggendo l’errore, ma un bambino di soli tre anni ha sofferto per mesi lontano dalla mamma: un trauma che probabilmente non si rimarginerà mai più. È giusto che chi ha sbagliato paghi e ci auguriamo che venga impedito a questa persona di commettere ulteriori abusi, ma è sempre più urgente una riforma del diritto minorile volta a rimuovere lo strapotere degli psichiatri e delle loro diagnosi – per loro natura arbitrarie e soggettive”.
Ma, come spiega a Estense.com la direttrice dell’Asp Terre e fiumi, Norma Bellini, la realtà del caso in questione appare molto diversa da come la racconta il Ccdu: innanzitutto non c’è stata nessuna rimozione, anche perché non c’era alcun motivo di agire in tal senso. “Le dico subito che è falso, l’assistente sociale non è stata affatto rimossa – afferma Bellini -. Ha vinto un concorso a Piacenza, per un posto a tempo indeterminato, mentre qui era a tempo determinato, e si è dimessa per trasferirsi lì”. E che non si sia trattato affatto di una rimozione, lo conferma il rammarico della presidente: “È una professionista preparata, molto capace, che lavorava con abnegazione. È una perdita per noi”.
Ma c’è di più. Perché l’Asp contesta anche il modo in cui è stata raccontata finora la storia. Se Roat e il Ccdu affermano che “circa un mese fa il Tribunale aveva cambiato rotta stabilendo ciò che l’avvocato della mamma Francesco Miraglia chiedeva da mesi, riunire madre e figlio”, la presidente Bellini offre un’altra versione, che racconta una verità di fatto opposta su come siano andate le cose: “Il tribunale, ed è scritto negli atti, ha ratificato tutti gli atti degli assistenti sociali, che poi hanno relazionato e proposto un tentativo di conciliazione e il tribunale ha ratificato anche questo, tanto che la madre è stata ricollocata insieme al figlio”.
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