"Diventa quello che sei"
24 Giugno 2018

Mi chiamo Paula e sono nell’anticamera dell’inferno

di Francesca Boari | 4 min

Leggi anche

Imbarcazione da diporto a fuoco tra Portogaribaldi e Lido degli Estensi

Un'imbarcazione tra Portogaribaldi e il Lido degli Estensi è andata fuoco proprio all'imboccatura del porto canale intorno alle 10 di questa mattina, domenica 14 luglio. Molti bagnanti da tutto il litorale hanno visto il fumo alzarsi mentre le operazioni di spegnimento delle fiamme sono state condotte dalla Guardia Costiere e dai Vigili del Fuoco

Bonaccini firma le dimissioni. Irene Priolo ne assume le funzioni

Questa mattina il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha firmato la lettera di dimissioni e le ha comunicate alla presidente dell’Assemblea Legislativa, Emma Petitti. Decade anche la giunta e viene sciolta l'assemblea legislativa che rimangono in carica per gli affari ordinari fino alle elezioni

Salvataggio Tecopress. Assunzioni per cinquanta operai

Prosegue il percorso di salvataggio e rilancio della Tecopress di Dosso di Sant'Agostino: il 5 luglio scorso è nata formalmente SirTec, la NewCo di Sira Industrie della famiglia Gruppioni, che ha confermato il via libera all'operazione

“Prima una forte frenata, poi il botto e le fiamme”

"Ho sentito prima una frenata importante e poi un grande botto". Sono circa le 23 di domenica 7 luglio quando Paolo Bertelli, titolare del gastropub Il Covo di via Picelli, esce dal suo locale e corre a prestare i primi soccorsi agli automobilisti coinvolti nello spaventoso incidente mortale avvenuto lungo via Padova, in cui ha perso la vita la 46enne ferrarese Anna Lisa Chiossi.

Ilaria Cucchi: “Sessisti e ipocriti. Il doppio becero volto della Lega di Ferrara”

"Ci sono frasi che sono come schiaffi". Lo scrive nei manifesti contro la violenza di genere la Regione Emilia Romagna in un cartello rosso sotto la scritta putt*na. Lo scrive anche Ilaria Cucchi in un post nel quale racconta di aver ricevuto uno di questi schiaffi, uno schiaffo "forte e squallido" che le è arrivato "dal sindaco di Ferrara, Alan Fabbri

Tu, dico a te che scrivi, sei proprio sicura di volere derubare un cadavere? Forse sarebbe meglio seppellire i segreti nella notte della indifferenza, la notte del 15 febbraio dell’anno 2008.

Mi chiamo Paula. Mio padre era già sepolto quando è nato e noi con lui, tutti sepolti sotto il sole della Romania.

Notte di sangue, di orrore, di odore di male, di lacerazione, di carne trafitta, di urla lanciate nel buio di un senso rovesciato. Notte di orrore indicibile. Come se gli uomini avessero dimenticato l’abito della coscienza appeso chissà dove. Meglio… non lo avessero proprio mai indossato.

Sento il fiato salirmi in gola, affogarmi il cuore, gli occhi sbarrati, il terrore alle spalle e davanti e ovunque. Non so dove cercare, dove trovare, dove andare. Corro, corro e corro. Li sento abbaiare dietro di me. Urlano, ridono, sghignazzano. Hanno una grossa forca in mano a modi lancia e mi seguono. Sono in tanti, in quattro, forse cinque. Mi faranno male, tanto male. Mi bloccano, mi gettano a terra, sono tutti lì, di fronte a me. Formano un cerchio. Mi stringo le braccia addosso. Sento il cuore pulsare ovunque. Non mangio da questa mattina. Ho paura.

“La puttana voleva fregarci, non è così?”, ha gli occhi di fuoco mentre si avvicina con un martello in mano. Sento il suo alito fetido invadere le narici, entrarmi dentro. Sporca dentro, fuori. In questa assurda cornice di terrore. Cosa ci faccio qui? Sto sognando, è un incubo al quale non può che seguire un risveglio. Eppure le voci, gli odori, i loro corpi orribili davanti a questi occhi nudi. Tutto sembra essere proprio come è.

Mi prende la faccia con le sue mani luride e tozze, mi allarga la bocca e mi tiene bloccata a terra. Con l’altra mano, quella con il martello, mi spacca i denti. Sento solo un rumore assordante. Fa tanto male. C’è un odore terribile di odio. Mi sento venire meno. Vomito denti e un liquido giallastro. Sento crescere la loro rabbia dentro risate isteriche. Sono distesa a terra, la sua scarpa mi preme sul costato con forza, mia cugina, quella maledetta bugiarda, sta ridendo sguaiatamente

“Schiaccia quella troia, dai. Hai paura di fare male alla bambina innocente? Ammazzala che la finisce di fare casini, sta maledetta puttana”

E’ la sua voce. Sono stordita e non so se provare a rialzarmi o rimanere dove sono e aspettare il prossimo colpo. D’un tratto afferro con le unghie la caviglia di quel bestione che mi sta sopra e provo a staccargli un piede. Urla. Gli ho fatto male. Sto per rialzarmi quando un altro mi arriva addosso. E’ quello con il forcone. Mi colpisce lo sterno, una, due, tre, quattro volte. Non la smette più. Sento lo scricchiolio delle ossa. Questa è l’anticamera dell’inferno, poi? Cosa può esserci ancora ad aspettarmi? Vedo colori, luci, tutti confusi. Eco di voci non umane. Sono ancora vigile. Mi accorgo. E vorrei già essere morta perché adesso, adesso che cosa ancora? Ne arriva un altro e calcia e calcia e calcia ancora sulla mia testa come fosse un pallone sgonfio.

“Sta a te adesso, dai divertiti con questa piccola mignotta che pensava di fotterci”

“Eh sì, Paula, la piccola Paula che arriva in Italia e pensa di essere dentro al paese dei balocchi. Perché sai, bellezza, vuoi specchiarti adesso? Vuoi vedere che bella puttanella sei senza denti e con un bel forcone nella pancia? La parrucchiera, la nostra ambiziosa bambina che viene dal paese disgraziato a cercare fortuna. Lo volevi il principe azzurro? Eccolo, dai pisciategli sopra alla sgualdrina, fatele assaggiare il nettare del bel sole dell’Italia”

Gianina, Gianina sei tu? La mia cuginetta, dai capelli gialli e dal corpo esile, che mi aveva promesso di trasformarmi in una piccola principessa e darmi l’opportunità di una vita dignitosa, in un paese caldo ed accogliente, sei tu Gianina quel mostro che parla adesso? E intanto sento addosso, su quanto resta di questo corpo fragile, accumulo di ossa rotte e denti spezzati, mani e corpi sudati e puzzolenti. Non ho forza. Non voglio più vedere e non posso oltre ascoltare.

Non so nemmeno se sono già morta oppure devo ancora nascere.

Grazie per aver letto questo articolo...
Da 18 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com