Ruba una bici e se la prende con i Carabinieri
Ha rubato una bicicletta elettrica in via Vittorio Veneto e ha provato a scappare. L'uomo, di nazionalità bulgara, viene segnalato dal proprietario e rintracciato immediatamente dai Carabinieri
Ha rubato una bicicletta elettrica in via Vittorio Veneto e ha provato a scappare. L'uomo, di nazionalità bulgara, viene segnalato dal proprietario e rintracciato immediatamente dai Carabinieri
Martedì 5 maggio, negli spazi della Camera del Lavoro di Ferrara, è in programma un nuovo appuntamento dedicato al tema delle nuove forme familiari e dei cambiamenti in atto nella società contemporanea
Ci sarebbe l'elevata velocità all'origine del tragico incidente stradale in cui, mercoledì (29 aprile) scorso, a Garofolo, nel territorio comunale di Canaro, in provincia di Rovigo, è morta la 18enne ferrarese Rita Ugolini. A sostenerlo, dopo i primi rilievi e accertamenti da parte dei carabinieri e dei vigili del fuoco, è la dottoressa Manuela Fasolato, procuratrice capo di Rovigo
È stata ascoltata ieri (giovedì 30 aprile) in incidente probatorio - davanti al gip Giovanni Solinas del tribunale di Ferrara e alla psicologa Paola Barbiero - la bambina che sarebbe stata palpeggiata in piscina da un 31enne di nazionalità pakistana, attualmente indagato per violenza sessuale aggravata
C'era anche l'elicottero questa (giovedì 30 aprile) mattina ad aiutare i carabinieri di Ferrara nell'articolato servizio di controllo del territorio effettuato nelle aree urbane più sensibili della città
Usava un coltello per costringerla ad avere rapporti sessuali e poi per procurarle piccoli tagli alle gambe. Rapporti sessuali nei quali la prendeva a calci, schiaffi e pugni, riprendendola con un tablet e minacciando di pubblicare il video in rete se l’avesse denunciato, chiedendole alternativa 10mila euro per averlo indietro. In altri casi, la minaccia era quella della morte
È l’accusa nei confronti di un uomo di 30 anni, di nazionalità tunisina, a processo per violenza sessuale aggravata e tentata estorsione. I fatti sono relativi alla prima metà del 2016. A denunciarli è stato la donna – una sua connazionale, più grande di lui di dieci anni – con la quale aveva avuto una precedente relazione affettiva e che ogni tanto riprendeva in maniera saltuaria.
Per la difesa – avvocati Salvatore Mirabile e Massimo Bissi – i rapporti tra i due, seppure anche di natura estrema, erano consenzienti e tutto sarebbe scoppiato solo quando il 30enne ha deciso di andare a convivere con un’altra donna, dalla quale aspettava un bambino.
Molto diversa la posizione dell’avvocato Massimo Cipolla, che rappresenta la parte offesa, costituitasi parte civile nel processo: «La mia assistita – afferma il legale – rimane fortemente preoccupata dal fatto che questo soggetto è ancora in città, libero e senza alcuna limitazione della libertà personale, nonostante un campo d’imputazione così severo».
Giovedì, davanti al tribunale in composizione collegiale, si è svolta l’udienza filtro, con rinvio a febbraio dell’anno prossimo per sentire i testimoni della procura.
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