Cronaca
7 Marzo 2018
Una 44enne ha subito il ritiro della patente, la confisca dell'auto e una condanna a pagare 46mila euro. Ma il suo avvocato ha fatto ribaltare tutto dimostrando che i controlli vennero fatti troppo tardi

Ubriaca due ore dopo l’incidente, il piccolo calvario giudiziario di una donna

di Daniele Oppo | 2 min

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Tragedia nel primo pomeriggio di domenica 22 marzo a Bondeno, lungo la strada provinciale che conduce a Scortichino. Un uomo di 34 anni, Alessandro Pancaldi (classe 1991), ha perso la vita in un violento incidente stradale avvenuto a pochi metri dalla propria abitazione

Copparo. Quattordici mesi senza patente, la macchina confiscata, la patente ritirata, il lavoro perso, un decreto penale di condanna al pagamento di un’ammenda da 46mila. Il tutto per essere stata trovata ubriaca in casa un’ora e mezzo dopo aver causato un incidente stradale senza feriti.

È il piccolo calvario che ha dovuto passare una donna di 44 anni, denunciata dai carabinieri di Copparo per guida sotto l’influenza dell’alcool a seguito di un incidente stradale avvenuto il 5 gennaio del 2017. Solo che il controllo con l’etilometro eseguito dai militari venne effettuato molto dopo e non nell’immediatezza. L’incidente avvenne alle 13,20 tra l’auto della signora e un’altra vettura, senza feriti, solo danni ai veicoli. La donna, chiamato il carro attrezzi, se ne andò a casa. E lì, alle 15 i carabinieri la trovarono ubriaca: scattarono subito la denuncia, il sequestro dell’auto e il ritiro della patente.

Lei – vedova e con due figli – spiegò agli inquirenti di aver bevuto un po’ troppo proprio a causa dell’incidente, disperata per aver distrutto l’automobile, ma il Gip la condannò comunque con un decreto penale di condanna a un’ammenda enorme: 46mila euro più, ovviamente, la revoca della patente e la confisca del veicolo. Nel frattempo la 44enne – che faceva la badante in una casa di cura – fece in tempo a perdere il lavoro avendo difficoltà a raggiungere la sede.

Il suo avvocato, Filippo Sabbatani, fece però opposizione al decreto chiedendo al giudice di pronunciarsi allo stato degli atti, sicuro che ci fosse stato un clamoroso ed evidente errore nella condanna precedente. Aveva evidentemente ragione: martedì il giudice Vartan Giacomelli ha assolto la donna, per mancato raggiungimento della prova. Era ubriaca sì, ma un controllo fatto a quasi due ore di distanza non può dire assolutamente nulla sul suo stato al momento del fatto. Il dubbio è più che ragionevole.

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