Lettere al Direttore
1 Marzo 2018

“Caro Guarnieri, non ridimensiono la Gad”

di Daniele Oppo | 6 min

Caro Guarnieri

Rispondo al suo commento pubblicato da Estense.com a seguito del resoconto di Mattia Vallieri sul mio intervento durante la presentazione del libro di Gaetano Sateriale dal titolo “Solidarietà, un obbligo morale ancora prima che giuridico”a sua volta ripreso con il consueto livore da Andrea Rossi.

Le mie riflessioni – ricordo che non era un incontro sulla situazione della GAD – di carattere generale hanno voluto analizzare, su domanda del Direttore Faustini, perchè il concetto solidarietà trovi così tanti ostacoli. Ripropongo in proposito tutte le argomentazioni che conoscendoLa, se Lei legge con maggiore attenzione il resoconto dell’articolista, non potrà che condividere.

In primo luogo il quartiere giardino lo conosco almeno quanto Lei, Le basti sapere che venti anni fa – mentre la propaganda degli inconsapevoli lo descrive come oasi felice – ho sostenuto la parte civile nel processo per omicidio volontario avvenuto sui bastioni di viale 4 novembre che ha originato un ergastolo ed una morte in carcere dei suoi autori.

Se Lei si ferma al “titolo” dell’articolo “Tagliani ridimensione la Gad” può farsi trarre in inganno, ma non è colpa mia, se invece lei legge le mie affermazioni difficilmente potrà contraddirle: che gli ultimi tre omicidi avvenuti in città risultino estranei alla Gad è un dato di fatto che tuttavia non ho utilizzato per ridimensionare il fenomeno, quanto piuttosto per far riflettere su come questa città abbia bisogno di un quartiere “ghetto” sul quale concentrare tutte le sue paure, salvo poi scoprire (quando sarà troppo tardi) che il pericolo non ha confini.

Se vuole un esempio, da uomo di scuola quale Lei è, rifletta sul fatto che la Tasso rimane mezza vuota mentre alla Dante e alla Boiardo si litigano le classi: la risposta è che nessuno più vuole neppure avere a che fare con bambini che vengono dal Poledrelli. In questo mi renderà atto il Comune c’entra poco, anzi se ne lamenta; quante volte abbiamo letto che Krasnodar era il Bronx, quando non lo era affatto così come oggi si cerca di appioppare a mezza città ( questa è la esatta dimensione della GAD che va da Barco alla Certosa ) una etichetta tanto comoda per alcuni e scomoda per altri .

In secondo luogo, ed ancora coi fatti, vorrei rispondere ad alcune delle conclusioni che non condivide; la principale, peraltro non originale, è che questa amministrazione abbia ignorato, sottostimato od eluso, le problematiche della sicurezza in quel contesto che sta fra la stazione e lo stadio Mazza ( un decimo della Gad).

Caro Davide sono realista e anche pratico. Certo che conosco bene i problemi della zona da Lei descritta ( la contraddico solo sugli acquirenti della droga che, le assicuro, sono per la massima “persone dalla pelle rosata” ) ho cominciato a sollecitare la pubblica sicurezza nel 2011 a livello di interlocuzione diretta con l’allora Ministro dell’Interno Cancellieri quando ben pochi si occupavano della cosa ed i locali tutori della difesa del quartiere erano con la testa e le gambe ben altrove.

Invece di chiacchiere e lenzuolate, che non servano ad un bel niente, ho agito coi fatti. Ne ricordo solo alcuni: apertura nel quartiere la Nuova sede del Reparto Zona Centro in viale IV Novembre con aumento del personale e creazione di un punto di ascolto per i cittadini. Emanato ordinanze per contrastare l’abuso di alcol, sospensione di attività di alcuni di negozi. Garantito, attraverso il lavoro del“Comitato per l’Ordine e la sicurezza pubblica” (costante dialogo con il Prefetto, il Questore, la Comandante della Pol. Municipale) il coordinamento di una operatività condivisa e congiunta per azioni di controllo non episodiche, ma fatto assieme come i controlli al grattacielo..

La zona è una delle aree più coinvolte nei piani di riqualificazione e ridisegno della città: Magazzini Savonuzzi, Ex caserma dei Vigili del Fuoco, Palazzina ex Mof, Nuova Casa alle associazioni di volontari della Protezione Civile in Piazzale Castellina, Nuova area sportiva attrezzata nel giardino Giordano Bruno. Parallelamente molti gli interventi costanti di manutenzione di strade e marciapiedi, potenziamento dell’illuminazione pubblica e di video sorveglianza (con una quota consistente e crescente di investimenti, con la collaborazione di Hera Luce gestore del servizio). Anche la cura dei parchi e del verde, la creazione di un area sgambamento cani e l’adeguamento dell’arredo urbano. Queste cose le abbiamo concordate coi comitati di quartiere unici nostri reali interlocutori che certa propaganda politica ha avuto il “merito” di far scomparire.

Per Rossi questi sono campi da sci, ma è inutile ragionare con chi non ce la fa ed è per questo che a Lei invece intendo rispondere anche se con argomenti non certo inediti.

Abbiamo garantito la presenza dell’Amministrazione con l’acquisto di n. 4 appartamenti e n. 3 negozi all’interno del Grattacielo e la collocazione in uno di questi dell’Ufficio Mediazione del Comune finalizzato ad implementare la solidarietà e la mediazione sociale e culturale partendo appunto dai luoghi ritenuti più a rischio. Si è aperto “Il Centro Polivalente”: uno spazio per le Associazioni. Questo per inserire elementi di contrasto al degrado sociale e punti di riferimento per chi si preoccupa di un quartiere abbandonato a se stesso.

Per questo si condividono e facilitano azioni di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti ma anche, in termini di prevenzione e promozione sociale, sulle cause profonde che provocano insicurezza. Si promuovono e sostengono le attività delle associazioni che si sono radicati nel territorio e periodicamente si impegnano in eventi aperti al pubblico di occupazione positiva degli spazi: Centro Bambini Genitori “Isola Del Tesoro, Contrada di S.Giacomo, Consorzio Wunderkammer, Centro di Promozione Sociale “Acquedotto“, Associazioni varie intorno allo stadio, ecc…)

La sicurezza che ci compete come amministrazione comunale non è quella del presidio militare, delle indagini, degli arresti – che spetta alle forze dell’ordine a ciò deputate – tuttavia non ci siamo mai tirati indietro: né quando ci è stato chiesto di fare azioni coordinate con le altre forze, né quando si è trattato di costituire una nostra unità cinofila antidroga, né quando abbiamo installato in zona decine di telecamere, né quando abbiamo accolto e collaborato con il presidio militare, né quando ad ogni incontro qui come a Roma abbiamo sollecitato chi di dovere a dare alle nostre forze dell’ordine i supporti per operare al meglio ( d’accordo con i sindacati stessi di polizia).

Per non ergere, a nostra volta, muri attorno a quell’area non abbiamo impiegato solo più polizia municipale, ma anche portato le feste annuali sulla legalità, feste e cene di vicinato, iniziative teatrali e di aggregazione giovanile dentro Grisù, Festival di Internazionale, percorso di Urbanistica partecipata, mediazione dei conflitti “porta a porta”, festival “Giardino d’estate” , giornate di pulizia dei parchi, “Roots festival” al grande mercato europeo, concerti di musica in darsena, dall’agrimercato di Grisù al mercato “biopertutti”, dai campionati italiani paracanoa al campionato regionale marathon, da “finger food festival e delizie da gustare” al festival “giardino d’estate”, dalla giostra del monaco ad estate bambini, dal progetto “adottiamo un aiuola” al ciclo di conferenze “maltrattamenti su animali e violenza interpersonale, dal Natale all’Acquedotto, al progetto partecipato “Cultura in movimento”.

Tutto questo lavoro ed i grandi investimenti sull’area, come può ben comprendere, non presuppongono affatto che io “ridimensioni” i problemi come il titolo vuol suggerire, piuttosto evidentemente il contrario, ma sta dentro quello che Lei chiama realismo che non è razzismo se si confronta con i fatti e non con la propaganda.

Tiziano Tagliani
Sindaco di Ferrara

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