Dopo Alan Fabbri sul tema migranti, è questa volta Emanuele Cestari, candidato alla Camera nel collegio uninominale di Cento, ad attaccare il vescovo di Ferrara-Comacchio, Gian Carlo Perego.
Il motivo è la presa posizione di Perego che non ha gradito lo show di sabato a Milano di Matteo Salvini con il giuramento sulla Costituzione e, soprattutto, sul Vangelo. “E così al vescovo di Ferrara non piace il fatto che Salvini si riferisca a simboli cristiani. Quando invece lo fa il Pd va tutto bene. In questo modo monsignor Perego fa campagne elettorale. E questo non è auspicabile da parte di chi rappresenta la Chiesa e tutti i cattolici”, afferma Cestari.
“Innanzitutto ricordiamo che Perego non ha preso posizione una settimana fa quando ad utilizzare, in quel caso sì in modo strumentale, l’immagine del Papa, persona oltre che simbolo della Chiesa, per la sua campagna elettorale era stato il senatore Stefano Vaccari”, aggiunge Cestari. “Come Lega avevamo chiesto un intervento della Diocesi di Ferrara e di Modena dopo che, utilizzando Papa Francesco come una figurina del suo album elettorale, Vaccari lo annoverava tra la “gente capace che insieme a me proverà a vincere una sfida importante per il Paese e per il Partito Democratico”, strumentalizzando la sua figura in modo del tutto improprio”, continua Cestari.
“Come è facile capire ben diverso è giurare su simboli che rappresentavo valori universali come quelli del Vangelo. Eppure la critica di Perego arriva solo oggi e soltanto verso Salvini”.
Ma Cestari non manca di riproporre lo scontro anche sul piano dell’accoglienza migranti: “Perego è stato fino a poco tempo fa alla guida della Fondazione Migrantes che si occupa di profughi e fa parte delle realtà coinvolte nell’accoglienza tramite bandi e affidamenti”, aggiunge il candidato “e cioè la stessa accoglienza che con la Lega al governo verrebbe dedicata solo ed esclusivamente a chi ne ha davvero diritto, con una conseguente riduzione netta dei fondi spesi dallo Stato per mantenere i finti profughi. Non sarà forse questo il motivo per cui la politica del leader della Lega non è vista di buon occhio?”, si chiede Cestari.
“In ogni caso, come abbiamo ribadito più volte, per non offendere il sentimento dei cattolici sarebbe importante che Curia e Diocesi tenessero un atteggiamento equanime nei confronti dei candidati e dei partiti in corsa per il voto. Troviamo quindi profondamente scorretto l’intervento di Perego soprattutto alla luce del precedente avvenuto proprio sul territorio”.
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