Cronaca
20 Dicembre 2017
Prima udienza a giugno davanti al collegio. La procura: “Impostazione accusatoria confermata”

Crac Carife. Rinvio a giudizio per tutti i dodici imputati

di Daniele Oppo | 2 min

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Da una parte l'auto parcheggiata in divieto di sosta, dall'altra la presenza di un'anomalia, un avvallamento, sull'asfalto. Sono questi i due elementi su cui, all'udienza di ieri (lunedì 23 marzo) mattina, è stato sentito Marco Manservigi, agente della polizia locale Terre Estensi che effettuò i rilievi del sinistro stradale di via Canonici in cui - ad agosto 2023 - morì Alessio Maini

Tutti rinviati a giudizio. È la decisione del giudice per l’udienza preliminare per i 12 imputati nel procedimento sull’aumento di capitale Carife da 150 milioni di euro del 2011, origine, per l’accusa del crac del 2015.

Il gup Piera Tassoni ha ritenuto che le posizioni dei dodici imputati debbano essere vagliate da un collegio, fissando la prima data per il processo 18 giugno prossimo.

Gli imputati, lo ricordiamo, sono gli ex vertici di Carife Daniele Forin, Sergio Lenzi, Davide Filippini, Michele Sette, Paolo Govoni, Teodorico Nanni; poi Michele Masini della società di revisione Deloitte & Touche; Ezio Soardi e Spartaco Gafforini di Banca Valsabbina; Germano Lucchi, Adriano Gentili e Maurizio Teodorani di CariCesena.

Le accuse sono quelle di formazione fittizia di capitale (operata dalle banche Carife – con CarifeSei e Crc -, CariCesana e Valsabbina) con sottoscrizioni reciproche abbastanza complesse), falso in prospetto, aggiotaggio, ostacolo alla vigilanza e, infine, come conseguenza della formazione fittizia del capitale, la bancarotta fraudolenta.

Un rinvio abbastanza lungo, sei mesi in pratica, dovuto probabilmente anche alla carenza di organico nel tribunale estense che dalla primavera – più o meno – vedrà entrare in servizio nuovi giudici in sostituzione di quelli già trasferiti e che verranno trasferiti prossimamente.

“L’impostazione accusatoria è stata confermata – afferma il procuratore Patrizia Castaldini all’uscita dall’udienza pomeridiana -. Vedremo adesso a dibattimento. Il primo vaglio del giudice è stato positivo, ci sarà il modo di lavorare in contraddittorio con tutte le parti”. Per quanto riguarda l’altra inchiesta sul fallimento Carife – quella più grosse e forse ancora più difficoltosa, riguardante le ipotesi di truffa – il pm non si sbilancia: “Stiamo lavorando”.

“Adesso ci saranno tutte le costituzioni di parte civile dei risparmiatori che non hanno fatto l’aumento di capitale”, spiega l’avvocato Luca Tieghi, che rappresenta alcuni ex azionisti. Rimane infatti in piedi l’ipotesi della bancarotta, causata – sempre secondo l’accusa – dalle manovre effettuate per l’aumento di capitale e che ha colpito una platea di risparmiatori ben più ampia di chi invece si fece convincere dalla bontà dell’operazione del 2011. In tutto, nell’udienza preliminare, si sono costituite circa 1.300 parti civili (compresa Bankitalia e Consob) che sono dunque destinate ad aumentare.

Nella mattina, per circa due ore, sono terminate le arringhe delle difese – alcune abbastanza accese nei confronti della procura -, senza repliche da parte del pm Stefano Longhi. Il gup ha preso qualche ora per poi arrivare alle 14,30 con l’ordinanza con la quale ha stabilito il rinvio a giudizio per tutti.

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