Addio ad Andrea Virgili, storico dirigente del Psi ferrarese
Il Psi di Ferrara piange la scomparsa di Andrea Virgili, che fu amministratore e consigliere della Provincia di Ferrara e dirigente del partito
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Il calendario storico 2018 dei carabinieri diventa internazionale. Un anno incentrato su “I valori etici e sociali dell’Arma” che rappresenta visivamente “l’affetto di cui gode la Benemerita in Italia e all’estero, di cui siamo orgogliosi”. Dodici tavole, presentate nella caserma di corso Giovecca dal comandante provinciale Andrea Desideri, per “affrontare dodici temi importanti per noi come l’impegno per l’ambiente, la sicurezza personale e sociale, la tutela delle categorie deboli, l’integrazione multiculturale, il valore della tradizione, la libertà di espressione, la libertà di riunione, la cooperazione internazionale, la tutela del patrimonio culturale,la tutela dei minori, l’ordinata convivenza civile e l’identità culturale”.
Attività svolte “a favore di tanti Paesi” omaggiate, non a caso, da dodici pittori contemporanei provenienti da ogni parte del mondo dove l’Arma dei carabinieri è intervenuta oppure ha avviato collaborazioni con le forze di polizia locali. Un viaggio intorno al globo, attorno al filo conduttore dei “valori morali che ci guidano da oltre 200 anni” ricorda il tenente colonnello, fin dalla copertina dove il maestro Ugo Nespolo ha rappresentato vividamente un “album di famiglia con i nostri 110mila carabinieri in servizio in Italia e all’estero”.
Il calendario – giunto alla sua 90esima edizione e pubblicato in un milione e 300mila copie, di cui 11mila distribuite nel mondo in lingua inglese, francese, spagnolo, tedesco, arabo e da quest’anno, “grazie alle forme di cooperazione col Medio Oriente”, anche giapponese, cinese e russo – parte dal centro e sud Africa, dalla fusione con la natura raffigurata dal congolese Steve Bandoma per evocare, nel mese di gennaio, l’impegno per l’ambiente da parte dei carabinieri forestali. L’estro artistico del rumeno Adrian Ghenie dà un volto (decisamente severo) alla sicurezza personale e sociale che a febbraio rivolge il suo sguardo a tre operatori del Gis (Gruppo Intervento Speciale) nell’est Europa. In marzo l’albanese Adrian Paci esalta la tutela delle categorie deboli, dipingendo l’affannosa corsa di un ragazzo verso la libertà nei Balcani e l’attenzione dei carabinieri alle persone in stato di bisogno.
L’integrità multiculturale è al centro della colorata visione proposta dallo statunitense Mark Bradford ad aprile, per il Nord America, dove un corazziere e altri due carabinieri di origine straniera si trasformano in esempi di concreta integrazione. Per maggio, dedicato al centro e sud America, la fantasiosa architettura indigena del messicano Curiot esprime il valore della tradizione con i classici due carabinieri in Gus. In giugno si vola in Mesopotamia dove l’immagine dell’iracheno Adel Abidin plaude alla libertà d’espressione; raffigurata anche dai carabinieri colti nell’atto di informare la pubblica opinione attraverso i media.
Il paginone centrale raccoglie le bandiere delle organizzazioni internazionali e degli Stati con i quali i carabinieri collaborano quale espressione dello Stato italiano, rappresentato dal tricolore, sul quale si staglia la Fiamma. Sfogliando il semestre successivo si torna in nord Africa dove un gruppo di persone dipinte dal marocchino Nabil El Makloufi evoca la libertà di riunione, sotto gli occhi attenti dei carabinieri in assetto antisommossa. La cooperazione internazionale è richiamata, in agosto per l’Africa Centrorientale, dal kenyota Paul Onditi, a cui si affianca la stretta di mano tra un carabiniere in missione e un commilitone straniero.
Una delle pagine più rappresentative è la tutela del patrimonio culturale reinterpretata in Oriente dall’artista afghano Mohsem Taasha Wahidi che a settembre omaggia il recupero delle opere d’arte dei Caschi blu della cultura. Ottobre, per il Medio Oriente, dà spazio all’israeliano Gideon Rubin che richiama l’importanza della tutela dei minori raffigurando un bambino in posa. L’estremo Oriente, a novembre, sottolinea invece la necessità dell’ordinata convivenza civile secondo la pittrice indiana Reena Saini Kallat. L’anno si chiude all’insegna dell’identità culturale evocata nel mese di dicembre, per l’Africa Sahel, dal maliano Abdoulaye Konaté. Nelle ultime due tavole interne, “i simboli dello stemma araldico rendono il tradizionale, doveroso omaggio al sacrificio e al valore degli eroi che tanto lustro hanno dato all’Arma e al Paese” chiosa il comandante Desideri nel presentare questo “calendario che è diventato oggetto di culto”, disponibile “tramite conoscenze o rivolgendosi alla rivista Il Carabiniere di Roma”.
La conferenza – in contemporanea con quella che si è svolta a Roma – è stata l’occasione per presentare anche l’agenda 2018, arrivata al 39esimo anno di pubblicazione, “un oggetto richiesto – riferisce il tenente colonnello – e dedicato allo sport e alle attività svolte dai gruppi sportivi dell’Arma che, con i successi dei propri atleti, hanno contribuito significativamente alla grande tradizione sportiva dell’Italia”. Una medaglia in più.
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