Cronaca
3 Novembre 2017
I due già condannati per l'omicidio Tartari dovranno scontare una pena rispettivamente di 15 e 14 anni di carcere per i colpi commessi insieme a "Igor"

Rapine violente, stangata per Pajdek e Ruszo

Patrik Ruszo
di Daniele Oppo | 4 min

Leggi anche

Centauro morì contro l’auto in divieto. Spunta un’indagine parallela

Da una parte l'auto parcheggiata in divieto di sosta, dall'altra la presenza di un'anomalia, un avvallamento, sull'asfalto. Sono questi i due elementi su cui, all'udienza di ieri (lunedì 23 marzo) mattina, è stato sentito Marco Manservigi, agente della polizia locale Terre Estensi che effettuò i rilievi del sinistro stradale di via Canonici in cui - ad agosto 2023 - morì Alessio Maini

Patrik Ruszo

Patrik Ruszo

Una vera e propria stangata quella che il giudice dell’udienza preliminare ha inferto a Ivan Pajdek e Patrik Ruszo per le rapine commesse insieme a Igor nell’estate del 2015.

Il primo è stato condannato a 15 anni e due mesi di reclusione (più 2.920 euro di multa), mentre il secondo a 14 anni e 4 mesi (più 2.840 euro di multa). Per entrambi – giudicati con rito abbreviato che prevede lo sconto di un terzo della pena (quelle riportate sono già scontate) – arriva anche la condanna in solido a pagare una provvisionale da 50mila euro per risarcire il danno alla parte civile (da liquidare nel totale in un separato giudizio), ovvero una delle loro vittime, Alessandro Colombani.

Come pene accessorie ci sono l’espulsione dall’Italia una volta terminata di scontare la pena, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e la condanna alle spese di giudizio. Entrambi sono già detenuti per l’omicidio Tartari, dovendo scontare 30 anni Pajdek e l’ergastolo Ruszo.

Di fatto il giudice Piera Tassoni ha condannato entrambi gli imputati a una pena doppia rispetto a quella richiesta dalla procura. Il pubblico ministero Giuseppe Tittaferrante aveva infatti chiesto la condanna rispettivamente a 8 anni e 4.600 euro di multa per Pajdek e 7 anni e 6 mesi più 4mila euro per Ruszo.

Pajdek (difeso dall’avvocato Alessandro Montanari) ha reso dichiarazioni spontanee, confermando la sua presenza alle rapine insieme a Ruszo e, soprattutto a Igor, ovvero Norbert Feher, il criminale ancora ricercato – oltre che per queste rapine – per gli omicidi di Valerio Verri nel Mezzano e di Davide Fabbri a Budrio. Pajdek ha fatto anche il nome del presunto basista, un soggetto di Berra già in carcere per altri reati. Fu lui a suggerire il colpo a casa di Alessandro Colombani, l’uomo di Villanova di Denore massacrato nella notte del 26 luglio. Sempre Pajdek ha affermato che fu Ruszo il primo a ‘bastonare’ Colombani e che lui intervenne solo quando la vittima cadette a terra, provvedendo a legarlo. Colombani vide almeno due persone e, per esclusione e sempre che Pajdek abbia detto il vero, è possibile che il secondo uomo a picchiarlo fu proprio Igor. Sempre l’imputato ha affermato di non aver palpato Cristina Bertelli, vittima, insieme al padre invalido, della rapina del 5 agosto a Coronella.

Ruszo (difeso dall’avvocato Patrizia Micai) si è invece detto estraneo alle rapine.

Le difese di entrambi gli imputati hanno chiesto che non venisse riconosciuto il reato di sequestro di persona per tutte e tre le rapine, in quanto i loro assistiti avrebbero legato le vittime ‘solo’ per evitare che potessero parlare con qualcuno appena dopo il colpo e dare così l’allarme.

Le motivazioni della sentenza verranno depositate tra 90 giorni.

Ivan Pajdek (archivio)

La banda composta da Pajdek, Ruszo e Igor (latitante che verrà processato a dicembre con il rito ordinario) aveva compiuto diverse rapine violente nell’estate del 2015, prima che Igor prendesse la sua strada in autonomia e Pajdek e Ruszo si unissero a Constantin Fiti per il colpo ad Aguscello, finito con l’omicidio di Pier Luigi Tartari.

Il primo fu quello a danno di Alessandro Colombani – unica parte civile nel processo -, nel cortile di casa a Villanova di Denore, nella notte del 26 luglio. Un colpo non molto diverso da quello di Tartari, con la vittima letteralmente massacrata, ma non portata via come accaduto invece con l’anziano di Aguscello e forse per questo sopravvissuta alla violenza della banda. Nella sua deposizione Pajdek ha detto che non proseguirono con il furto, quindi non entrarono in casa, su suo suggerimento, perché dentro c’era l’anziana madre di Colombani. Ma in versioni precedenti aveva detto quella che forse è la verità: la vittima aveva urlato troppo e correvano orami un rischio troppo grande nel proseguire.

«È stata fatta giustizia», afferma al termine dell’udienza l’avvocato Cristian Corvini, che rappresenta Colombani, «siamo molto soddisfatti e riteniamo la pena giusta. Per il risarcimento ci eravamo rimessi a giustizia e questa è stata rispettosa del danno».

Qualche giorno dopo la rapina a casa Colombani, il 30 luglio, la banda colpì a Mesola in casa della 93enne Emma Santi che venne imbavagliata e legata a letto con ai polsi fascette elettriche (tecnica usata anche per Tartari), per quasi due giorni prima di essere soccorsa dal figlio.

Poi, ancora, il 5 agosto, a Coronella nella casa di Cristina e Giulio Bertelli, figlia e padre, lui invalido di 86enne, in balia della banda per cinque ore: per questa rapina Pajdek è stato accusato anche di violenza sessuale per aver palpato la donna.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com