Cronaca
15 Settembre 2017
La richiesta della procura nei confronti di Mauro Pizzo. La parte civile chiede una provvisionale da 10mila euro

Investì una prostituta, «condannatelo a cinque anni»

di Daniele Oppo | 2 min

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Cinque anni di reclusione per lesioni personali aggravate. È questa la richiesta del pm Giuseppe Tittaferrante nei confronti di Mauro Pizzo, accusato di aver investito volontariamente una prostituta nella notte tra il 25 e il 26 febbraio di quest’anno.

Lo stesso Pizzo – 52 anni, oggi ai domiciliari a Poggio Renatico dove risiede – si è sottoposto all’esame, dichiarando di non aver investito la ragazza, ma che lei sarebbe caduta da sola davanti alla sua automobile, dopo il suo secondo tentativo di avere un rapporto con lei, fallito – a suo dire – per le elevate pretese economiche della donna: 50 euro contro i 20 proposti dall’uomo. Secondo l’imputato le accuse della giovane – supportate anche da altre testimonianze  – sarebbero arrivate per avere i soldi dell’assicurazione.

Una versione a cui la procura, né la parte civile (rappresentata in udienza dall’avvocato Massimo Soffritti) hanno dato alcun credito: troppo concordi le testimonianze, troppo grave il danno fisico riportato dalla ragazza – frattura di una vertebra – per essere dipeso da una banale caduta, come specificato anche dall’ortopedico che la visitò: sarebbe servita una caduta da almeno tre metri per una lesione simile.

Investì una prostituta perché rifiutato

La difesa dell’imputato (avvocato Roberto Petrosino del Foro di Bologna) e quella del responsabile civile (l’assicurazione) hanno chiesto di visionare in udienza le immagini della telecamera di videosorveglianza che riprese la targa dell’auto di Pizzo quella notte, mentre passava per via Bologna; poi hanno chiesto che venisse ordinata l’acquisizione di tutte le altre immagini delle eventuali altre videocamere della zona e, infine, di hanno chiesto al giudice di ordinare una perizia sulla dinamica dello scontro. Il tutto nel momento di poco antecedente alla chiusura dell’istruttoria. Ma senza effetti: il giudice Alessandra Lepore ha respinto ogni richiesta e dato via alla discussione.

Il pm, come detto, ha chiesto 5 anni di carcere per Pizzo (senza sconti, riconoscendo anche la recidiva), mentre la parte civile ha chiesto la liquidazione di una provvisionale da almeno 10mila euro per il danno subito dalla ragazza, da stabilire poi in un separato giudizio civile.

Si ritorna in aula il 5 ottobre, quando a prendere la parola saranno la difesa dell’imputato e del responsabile civile.

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