Sei mesi in più rispetto a quanto chiesto dal pubblico ministero: una condanna a un anno e dieci mesi di reclusione, senza condizionale. Dopo una condanna in sede civile a risarcire 50mila euro alla ex compagna, lo stalker – peraltro recidivo – ha subito un’altra condanna, questa volta in sede penale, per gli atti molesti compiuti tra 2010 e 2012 a danno della donna.
L’uomo – ex carabiniere in servizio nel Ferrarese, difeso dall’avvocato Samuele Neri – dopo la rottura del rapporto è diventato più che morboso nei confronti della ex compagna: centinaia di sms, e-mail, contatti su social network utilizzando vari nickname (fingendosi anche un prete e una ragazza in cerca di un alloggio) con cui la minacciava ma anche – se possibile – di peggio: appostamenti sotto casa, ‘regali’ poco graditi (come una cassetta di pesce sventrato lasciata davanti alla porta dell’abitazione), in un’occasione tagliò con un coltello gli pneumatici dell’automobile, pedinamenti.
Insomma, una situazione insostenibile che ha costretto la vittima – rappresentata in giudizio dagli avvocati Vittorio Zappaterra e Gianni Ricciuti – a uscire di casa solo se accompagnata e a vivere nel terrore di subire – di nuovo – violenze fisiche. L’uomo aveva già patteggiato in passato, quando vivevano in un’altra regione, una condanna a 10 mesi per stalking, danneggiamenti e violenza privata. Ritornati entrambi nel ferrarese, il gip lo aveva intimato di non avvicinarsi alla donna e di non provare a contattarla in alcun modo. Divieto bellamente ignorato, tanto che nel 2011, per un certo periodo, gli venne applicata la misura cautelare del carcere. Poi, una volta, uscito, riprese la solita, nefasta, routine.
Lunedì pomeriggio il giudice Debora Landolfi ha deciso di usare la mano pesante condannandolo a un anno e dieci mesi di reclusione, aumentando la pena richiesta dal pm (un anno e quattro mesi).
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