Berco, ThyssenKrupp formerà una holding entro il 2028
È ancora forte la preoccupazione dei sindacati per il futuro di Berco, anche a seguito dell'incontro di monitoraggio che si è svolto il 25 marzo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy
È ancora forte la preoccupazione dei sindacati per il futuro di Berco, anche a seguito dell'incontro di monitoraggio che si è svolto il 25 marzo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy
Il 3 e 4 marzo si è svolto a Praga, capitale della Repubblica Ceca, il meeting di avvio di ENRICH-US – Empowering Communities to Steer Sustainable Tourism Growth, progetto che vede DELTA 2000 guidare un partenariato internazionale impegnato nello sviluppo del turismo sostenibile nelle aree periferiche
È con il tono solenne delle grandi cerimonie e con la profondità della riflessione sul presente storico, che è stato inaugurato ieri - martedì 24 marzo - il nuovo anno accademico dell’Università di Ferrara
I comitati civili ferraresi si fanno parte attiva del passaggio in Assemblea legislativa della legge regionale sugli impianti alimentati a fonti rinnovabili
"Come ci permettevamo ancora di parlare di Shoah e di memoria, mentre intorno a noi sta accadendo quello che accade". È con il racconto di un recente episodio, accaduto a Bologna durante le attività legate alla mostra Remembr House, che il direttore del Meis Amedeo Spagnoletto ha riportato con forza il tema dell'antisemitismo
A Ferrara crescono i laureati, riescono mediamente a trovare lavoro ma la gran parte dell’occupazione rimane appannaggio di chi ha solo il diploma.
È questo, in estrema sintesi, quanto si ricava dall’analisi effettuata dal servizio Statistiche del Comune su un campione di 800 famiglie, recentemente pubblicato. Se la percentuale di laureati occupati nel 2016 è cresciuta rispetto alla precedente analisi del 2008 (su dati 2007), passando dal 26% al 31%, questo non ha praticamente intaccato la ‘forza’ dei diplomati, che rappresentano il 40% degli occupati totali, con un aumento di un punto percentuale rispetto al 2007. In questo contesto aumentano anche gli occupati con diplomi di qualifica che non consentono l’accesso all’università – che passano dal 5% all’8% – ma diminuiscono le licenze medie o elementari (o nessun titolo) che calano dal 29% al 21%.

I laureati. Tra le lauree più presenti nel mondo degli occupati, ci sono quelle in giurisprudenza (12%), medicina (12%), ingegneria (11%) ed economia (10%). Ma, rileva l’analisi, “la quota dei medici è in sensibile diminuzione rispetto al 2007, quando rappresentava il 19% degli occupati, mentre è in leggero aumento quella dei giuristi, che erano il 10% nel 2007. In diminuzione notiamo le lauree del gruppo letterario, dall’11% del 2007 all’attuale 7%. In aumento di 3 punti percentuali sono invece gli occupati laureati in architettura, che passano dal 2% al 5%. Minori variazioni si riscontano nelle altre lauree”.

I diplomati. Il gruppo di occupati che hanno il diploma di maturità rappresenta la maggioranza di chi ha un lavoro (41%) e più della metà di questi è in possesso di un diploma di tipo tecnico (54%), mentre rimangono molto più indietro gli occupati con diploma del liceo (14%) o di istituto professionale (12%).
Titolo di studio e lavoro non coincidono, soprattutto per i diplomati. Tra chi ha un titolo di studio superiore alla terza media (quindi maturità e università), solo il 60% svolge un lavoro attinente con quel percorso, ma più si sale meno marcato è il dato. Infatti, tra i laureati quella percentuale sale al 77%, soprattutto tra i maschi che raggiungo il picco dell’83%, undici punti in più delle donne. Il tipo di laurea sembra essere un fattore fondamentale per trovare un lavoro attinente: “I laureati che svolgono maggiormente una professione attinente al tipo di laurea sono i laureati nel gruppo medico, nel 96% dei casi (100% relativamente alle donne del campione, 91% per gli uomini). Al secondo posto troviamo i laureati nel gruppo ingegneria e architettura, col 92% delle corrispondenze (96% per gli uomini, 80% per le donne). Un’elevata percentuale di lavori attinenti la troviamo anche nei laureati in discipline economico-statistiche (86%, col 92% per i maschi e l’80% per le donne), mentre nel gruppo giuridico, in quello scientifico e in quello letterario si registrano minori attinenze, scendendo a quote non superiori al 70%. Le minori correlazioni studio-lavoro le troviamo invece nei laureati del gruppo “altra laurea” (che comprende lauree del gruppo agrario, politico-sociale, psicologico, educazione fisica, sicurezza o altra laurea) col 62% delle attinenze (53% le donne, 72% gli uomini)”.

Discorso diverso, come anticipato, vale per i diplomati: “Meno della metà degli occupati, il 49%, dichiara attinenza tra il diploma conseguito sia di maturità che triennale, e il lavoro svolto – si legge nell’analisi – senza differenze rimarchevoli tra i generi”.
La soddisfazione per il lavoro non cambia in base al titolo di studio. Secondo la rilevazione, la maggior parte dei lavoratori è, nel complesso, soddisfatta per il lavoro svolto (88%) e “non ci sono grosse differenze nella correlazione tra soddisfazione complessiva del lavoro svolto e titolo di studio posseduto”, anche se “un picco di massima si nota nei laureati maschi, che dichiarano nel 92% dei casi di essere soddisfatti mentre, al contrario, notiamo che i meno soddisfatti sono i maschi possessori di diploma che non permette l’accesso all’università (82%)”.
Cambia però la soddisfazione per i compensi, con grandi differenze tra i generi. Le cose sono diverse invece quando si parla di soddisfazione per i compensi percepiti, che “cala sensibilmente”: solo il 67% dei lavoratori si dichiara soddisfatto di questo aspetto ma (purtroppo) non dovrebbe sorprenderci più di tanto, “lo sono di più gli uomini delle donne, rispettivamente con il 71% e il 63% dei soddisfatti”. Anche qui, i meno contenti sono i diplomati senza possibilità di accesso all’università: “Di questi solo il 56% dichiara di essere soddisfatto, e tale quota scende al 48% solo relativamente al genere femminile (è pari al 61% per i maschi)”. Tra i laureati le cose vanno meglio, ma ancora una volta con grosse differenze tra i generi: “Quelli maggiormente soddisfatti per la remunerazione sono i laureati maschi (80%), mentre scende di oltre 20 punti percentuali la corrispondente quota relativamente al genere femminile, con solo il 59% di soddisfatte per la remunerazione”.

Disoccupazione e titoli di studio. Se è vero che i diplomati sono la forza lavoro principale, è vero anche che sono il gruppo più nutrito di persone in cerca di occupazione: il 41% dei casi, seguiti dai possessori di licenza media (32%), dai laureati (15%) e poi dai possessori di diploma che non permette l’accesso all’università (10%) e da licenza elementare o nessun titolo (2%).
Se si guarda ai tassi di disoccupazione e li si differenzia per titolo di studio, tra i laureati solo il 5% è in cerca di un lavoro, mentre tra chi la licenzia media sale al 16%, che diventa 10% per i diplomati (e 13% per i diplomi senza accesso all’università).
Gli inattivi. Nella popolazione tra 15 e 64 anni, gli inattivi (che non cercano lavoro) “per la maggior parte sono composti da donne, nel 62% dei casi, contro il corrispondente 38% del genere maschile”. Qui la maggioranza è composta da possessori di licenza elementare o nessun titolo (58%), seguita da chi ha la licenza media (32%), diploma (21%), laurea (13%) e diploma di qualifica professionale (11%). “Sia per i laureati che per detentori di qualifica professionale – evidenzia l’analisi – è particolarmente accentuato il divario fra i generi: tra i laureati maschi in età 15-64 anni solo il 4% è fuori dal mercato del lavoro, contro la percentuale del 19% relativa al genere femminile, mentre la percentuale di maschi inattivi detentori di qualifica professionale è pari al 7%, contro il 17% del genere femminile”.
Tutti i dati e le tabelle sono prese dall’analisi Sistan, Comune di Ferrara, Ufficio Statistica consultabile qui.
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com