Si è aperto ieri il dibattimento nel processo che vede un uomo di 59 anni accusato di aver molestato sessualmente la sua ex compagna e di averla disturbata ossessivamente con chiamate al telefono.
Secondo la donna – costituitasi parte civile nel processo tramite l’avvocato Paolo Bicocchi – dopo la rottura della relazione, l’uomo (difeso dall’avvocato Alessandro Bighi) avrebbe tentato un approccio di riavvicinamento abbastanza aggressivo, con ripetute chiamate al telefono tra il 2013 e il 2014, arrivando perfino a qualcosa di ben più grave come la violenza sessuale. Quest’ultimo episodio è risalente al dicembre 2013, quando – sempre secondo l’accusa – l’uomo sarebbe entrato senza permesso nell’abitazione di lei e le avrebbe chiesto un rapporto orale. Ricevendo un rifiuto, avrebbe preso a masturbarsi davanti alla donna.
La denuncia venne presentata a fine dicembre 2013, a cui seguì una integrazione per molestie nell’aprile 2014. Nella querela si dà conto anche della minaccia di ucciderle sia il cane che il figlio, vi sarebbero inoltre registrazioni delle conversazioni telefoniche consegnate ai carabinieri.
“Accuse non provate e frutto della fantasia della signora”, afferma il difensore dell’imputato.
Nell’udienza di ieri davanti al collegio composto dai giudici Luca Marini (presidente), Carlo Negri e Alessandra Testoni è comparso solo uno dei testimoni chiamati a deporre, il maresciallo che ricevette le denunce. Per sentire gli altri si dovrà attendere la prossima udienza, fissata per il 22 giugno.
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