Sembrava una finale di quelli agrodolci, l’esonero di un coach ben voluto, l’addio sofferto ma senza recriminazioni. Invece no, la svolta del giorno dopo da parte del vicepresidente della Bondi, Marco Cocchi, che ha accusato Tony Trullo di aver condotto la Pallacanestro Ferrara al totale fallimento del progetto sportivo, non può non ferire il cuore del coach.
Ed è proprio lui, allora, a chiedere la parola. “Sono rimasto sorpreso da questo attacco gratuito da parte del dottor Cocchi. Se non ci sono i risultati si cambia, lo capisco e lo accetto, ma non capisco l’acredine”, ci confida in tono amaro. “Non ho mai dato le colpe a Bulgarelli o ad altri, si gioisce e si soffre insieme quando le cose vanno bene o vanno male. Sicuramente ho le mie responsabilità, ma sono abituato a lavorare con un team, con una squadra, con una società e c’è quasi metà campionato da giocare: parlare oggi di fallimento è una baggianata. Ho fatto il meglio che potevo – prosegue Trullo -, ma nello sport non è sempre facile raggiungere l’obiettivo da subito”.
Bondi, Cocchi: “Trullo ha fallito”
Ma l’ex coach e ds della Bondi – che ha già avuto un chiarimento con il patron Fabio Bulgarelli che gli ha rinnovato la propria stima -, costretto all’angolo dalle parole dure di Cocchi, è pronto a difendersi e a contrattaccare, anche se è evidente che non ne avrebbe voglia. “Parla di problemi e sì, c’era un problema tecnico da risolvere, ma grossi ‘di spogliatoio’ no. Abbiamo sempre lottato alla pari con tutti, tranne che nell’ultima partita contro Roseto, e una squadra con dei problemi non si gioca le partite punto a punto. Poi per la prima volta abbiamo battuto la Virtus Bologna. Ci sono state tante assenze, anche importanti, avremo potuto avere almeno quattro punti in più vincendo un paio di quelle gare. Non è un fallimento”. Trullo leva anche altri sassolini dalle sue scarpe: “Non ci sono state situazioni nascoste, c’era un importante problema di tipo tecnico – ribadisce – per il quale ho chiesto due mesi fa di intervenire ma non è stato fatto, ho chiesto di far rispettare il regolamento interno per tutti, ho chiesto di intervenire quando Bowers si è assentato dalla partita per il parto e la società ha deciso di non fare nulla. Questo è stato un segnale per tutti”.
Anche sul suo ruolo da ds, Trullo non si tira indietro: “I giocatori li ho scelti io, ma non ho potuto fare tutto quello che volevo, anche perché non disponevo di un budget enorme, ma è normale: volevo portarmi dietro Bryan passaportato ma ce n’era già uno e avrei voluto farlo in un altro anno. E poi per un buon periodo i giocatori hanno risposto presente”.
E ancora, sullo stupore di Cocchi che si chiede come i tifosi possano ringraziare Trullo, la sorpresa del coach è ancora più grande: “Non capisco se è un accanimento perché la gente mi saluta e mi ringrazia. La situazione non è dissestata: Forlì ha un budget superiore eppure è a soli 8 punti, un fallimento ci sarebbe stato se a fine anno fossimo retrocessi. Se non hai più fiducia in me, mi cambi ma non puoi sapere se da qui alla fine le avrei finte tutte. Io sono convinto che con qualche accorgimento sarei riuscito a ottenere la salvezza, aiutato anche dal calendario”.
Le parole dolci, condite sempre con una punta di amarezza, Trullo le riserva per Ferrara: “È una delle città dove sono stato meglio, mi ha riaccolto bene e io avrei voluto essere più in alto in classifica quest’anno. Sarò sempre legato a Ferrara, rimarrò sempre un tifoso e questo mi fa soffrire ancora di più oggi, sono sicuro che qualsiasi allenatore verrà riuscirà a portare alla salvezza”.
Troppo presto, infine, per parlare del suo futuro: “Mi prendo 15-20 giorni di pausa, anche per ripensare a certe scelte e agli errori, ricarico le pile per cercare di ripartire e fare meglio”.
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