Jolanda
9 Gennaio 2017
Manca il pm per un disguido interno alla procura, si ritorna in aula il 19 gennaio. Clienti Codacons critici verso l'associazione

Crac Mazzoni, ennesimo rinvio

di Daniele Oppo | 2 min

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Jolanda di Savoia. Ennesimo rinvio, questa volta perché manca il pm titolare del fascicolo intenzionato a replicare alle conclusioni delle difese, nel processo per la maxi truffa dell’ex broker Raffaele Mazzoni.

Un disguido tutto interno alla procura ha portato all’assenza del pm Nicola Proto – oggi in servizio alla Corte d’Appello di Bologna -, che ha seguito l’indagine e poi il processo fin dai suoi albori, che aveva espresso la volontà replicare a questioni di diritto avanzate dalle difese durante le arringhe. Il giudice Debora Landolfi, dopo aver ascoltato la ‘giustificazione’ del pm arrivato in sostituzione – Stefano Longhi – e le istanze di alcune parti civili sulla necessità di quelle repliche, ha accordato un altro rinvio, l’ennesimo, questa volta dai termini molto contenuti: tutti di nuovo in aula il pomeriggio del 19 gennaio, quando finalmente dovrebbe arrivare anche la sentenza.

Mazzoni, ex promotore finanziario di Banca Mediolanum (che in udienza è sia parte civile come parte offesa che responsabile civile) è a processo per una truffa da circa 11 milioni di euro e per abusivismo finanziario, su di lui pende una richiesta di condanna della procura a 9 anni di reclusione.

L’annuncio di un altro slittamento ha portato qualche malumore tra il pubblico dei risparmiatori truffati, qualcuno dice “basta” a voce alta, poi è lo stesso giudice – e in seguito anche gli avvocati di parte civile – a spiegare che si tratta di un rinvio anche nel loro interesse.

Fuori dall’aula non mancano però altri malumori, in particolare verso il Codacons, l’associazione dei consumatori che rappresenta molti dei truffati a processo. “Mancano i rapporti, l’avvocato non si fa mai vedere, non risponde – lamentano Dina e Paolo, marito e moglie -. La prima volta che ci siamo visti tutti insieme a Jolanda, quattro anni fa, ci aveva detto entro l’anno avremo rivisto tutti i soldi. Il Codacons deve cambiare il tipo di rapporti con i clienti”. Non mancano parole dure contro Mazzoni, a cui vanno auguri non certo benevoli e sul quale il signor Paolo fa un’amarissima constatazione: “Se avesse avuto bisogno di un rene glielo avrei dato talmente era bravo a circuirci”.

A provare a mettere una ‘pezza’ al malumore è l’avvocato Beatrice Capri, che ha sostituito in udienza il collega Bruno Barbieri: “Comprendiamo, ma il risparmiatore deve capire che ci sono dei tempi processuali che vanno rispettati: il rinvio è necessario per approfondire questioni di diritto. Difendiamo tante persone, siamo sempre presenti. Molto spesso il cliente non ha una visione a 360 gradi dell’attività svolta, forse si tratta di uno sfogo perché oggi ci si aspettava la sentenza”.

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