La Regione ha rivisto al rialzo la produzione di rifiuti per il 2016 e, di conseguenza, le quote di da smaltire tramite i termovalorizzatori del proprio territorio: per Ferrara cambia poco o nulla, si tratta solo della ‘certificazione’ delle quasi 12mila tonnellate di rifiuti smaltiti per conto della Regione Puglia.
È questo il motivo per cui da delibera della Regione risulta che a Ferrara nel 2016 si stimano 140mila tonnellate di rifiuti da smaltire tramite termovalorizzatore, anziché le 128mila di portata auspicata nel Piano regionale dei rifiuti. Una notizia d’agenzia aveva destato qualche preoccupazione, ma l’assessore regionale Paola Gazzolo assicura: “Per l’impianto di Ferrara le circa 12 mila tonnellate provenienti dalla Puglia e trattate nei mesi estivi, fino a settembre, erano già contemplate nell’autorizzazione al funzionamento, mentre quello di Forlì tratta solo rifiuti urbani provenienti dal territorio provinciale”.
Anzi, di positivo c’è che si sono ridotti i volumi di rifiuti urbani indifferenziati portati a smaltimento – soprattutto grazie al lavoro svolto nei paesi di provincia che fanno il porta a porta – che tra 2015 e monitoraggio 2016 sono scesi del 15% (passando da 101.574 tonnellate a 86.183, è il decremento migliore in regione), meglio anche delle previsioni del Pgr (-4,9%).
Di fatto però in Regione si registra un lieve incremento nella produzione di rifiuti urbani (+1,1%) rispetto al 2015 e del 7,7% rispetto alle stime contenute nel Piano regionale. Questa eccedenza dovrà essere smaltita, cosa che colpirà soprattutto il termovalorizzatore di Parma che vedrà un notevole incremento della propria capacità di smaltimento per almeno un paio di mesi.
“Il dato della produzione, per l’anno 2016, dimostra un incremento pari al 1,1% dei rifiuti urbani, pari a circa 31.000 tonnellate – si legge nella delibera 2016/1833 della Giunta regionale, adottata il 17 ottobre – e un decremento della produzione dei rifiuti urbani indifferenziati residui del 2,8%, pari circa 33.000 tonnellate, rispetto al dato reale registrato nel 2015, su base regionale; complessivamente si registra, nell’intero bacino regionale, un aumento di rifiuto indifferenziato residuo pari a circa 118.000 tonnellate rispetto al pianificato”. Un dato che peraltro si inserisce in un contesto nazionale molto simile, che ha visto un aumento generalizzato della produzione di rifiuti. Anche per questo la Regione non ha intenzione di rivedere il Pgr approvato a inizio anno.
La notizia d’agenzia – forse sviata anche dalla difficoltà di lettura della delibera di giunta – aveva dato un aumento di capacità generalizzato per cinque inceneritori del territorio, compreso quello di Ferrara. Ma l’assessore Gazzolo chiarisce il punto: “Smentisco con forza che ci sia un aumento generalizzato delle quantità di rifiuti destinati ai termovalorizzatori del territorio rispetto a quanto già autorizzato. Solo l’impianto di Parma sarà chiamato, per un periodo limitato di due mesi e quindi fino al 31 dicembre, a trattare circa 30 mila tonnellate aggiuntive, ma comunque ampiamente nei limiti della valutazione di impatto ambientale già svolta”.
“In sintesi- sottolinea Gazzolo- gli impianti di termovalorizzazione tratteranno più rifiuti urbani e meno speciali che, a loro volta, verranno parzialmente assorbiti dalle discariche già autorizzate, nel pieno rispetto della pianificazione regionale. Il 2016 rappresenta chiaramente un periodo di transizione: i rifiuti indifferenziati calano, ma gli effetti positivi delle misure previste dalla legge sull’economia circolare e dal Piano regionale, approvato solo lo scorso maggio, si dispiegheranno a partire dal prossimo anno. Fino al 2020 – chiude Gazzolo – ci attende un continuo work in progress, che intendiamo svolgere fianco a fianco di Atersir, Comuni e cittadini, per rendere la nostra regione sempre più virtuosa e sostenibile”.
Diversa la visione del M5S, che parla apertamente di fallimento del Piano. “L’aumento della portata deciso dalla Giunta per cinque inceneritori regionali è la dimostrazione di quello che abbiamo sempre sostenuto, ovvero che il Piano regionale dei rifiuti fosse solo uno specchio per le allodole. Il risultato di tutto questo, per utilizzare la definizione che lo stesso Bonaccini utilizzò in aula, è che il miglio piano rifiuti della storia di questa Regione sta già fallendo” affermano Gianluca Sassi ed Andrea Bertani, rispettivamente capogruppo e consigliere regionale del M5S.
“Come abbiamo sempre sostenuto – conclude Andrea Bertani – non basta semplicemente scrivere degli obiettivi nero su bianco all’interno di quel documento per vederli magicamente realizzati, servono azioni concrete ed immediate, tariffa puntuale e porta a porta puntuale subito nei territori che sono più indietro, anche con eventuale aumento delle tariffe di smaltimento per gli inadempienti. E incredibile come dopo meno di sei mesi la Regione riveda gli obiettivi: già nel piano si capiva che non corrispondevano in nessun modo a quello che in realtà sarebbe accaduto. Perlomeno noi non ci siamo cascati”.
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