In questi mesi, partecipando a tutti gli incontri pubblici sulla Fusione, ho avuto modo di ascoltare le paure e le ragioni del No dei Dossesi, Mirabellesi, San Carlesi e Santagostinesi. E come abitante di frazione di San Carlo le comprendo tutte, più di quanto si possa immaginare. Si, so cosa significa sentirsi a rimorchio e non considerato, messo in seconda fila, in minoranza, alla periferia, non ascoltato. Per questo le rispetto, tutte.
Come persona, avrei 10 ragioni personali per votare NO. Per paura che questa opportunità vada in mano a persone sbagliate. Per fare rabbia a qualcun altro. Per fargliela pagare. Per dire “così impari”.
Come consigliere comunale, invece, ora ex, porto con me 47 anni di 1000 necessità della popolazione per votare SI. E ogni necessità ha un volto, un nome, una via, una storia. Di Mirabello, Sant’Agostino, Dosso e San Carlo. La voce di persone che chiedono di non perdere servizi, di non dover morire di tasse, una possibilità per le loro attività e aziende, qualità di vita per le loro famiglie. Persone che chiedono e rivendicano un diritto, una possibilità. E qualcosa di diverso. Perché non ne ho sentito uno dire di essere contento di come stanno andando ora le cose.
Detto questo, la fusione, con i suoi pregi e difetti, a prescindere da chi governerà in futuro, a mio avviso è un buon progetto amministrativo, e permette di rispondere a queste esigenze. Non sarà indolore, e ci sono dei rischi: vero. Dovranno essere fatte delle scelte che non piaceranno a tutti: vero. Sicuramente non sarà possibile risolverle tutte: ancora più vero. Ma preferisco avere coraggio. E dare una possibilità e un’opportunità per il nostro territorio, piuttosto che toglierla per paura di chi forse ci amministrerà in futuro. E che dobbiamo ancora scegliere, perché le elezioni per il prossimo sindaco, in caso di fusione, saranno a primavera.
Ecco perché, come cittadina, per senso civico, per rispetto, per diritto e per dovere, perché ci credo, perché le ho studiate le opportunità di questa fusione, voterò convintamente SI. Perché ho mille motivi di necessità, d’amore e orgoglio per il nostro territorio e il futuro di una comunità che da sempre lotta per non perdersi. Una comunità che si merita una nuova opportunità. Dopo il sisma più che mai. Dopo tutto quello che abbiamo sofferto, più che mai. Per i nostri figli più che mai. Perché per fare funzionare un comune e dare servizi servono soldi. E già ora sono pochi. E grazie alla fusione ne avremo comunque sempre più di ora. Non è un ricatto, è un dato di fatto. E dietro di noi ci sono altri 41 comuni emiliani che lo hanno capito e stanno lavorando anche loro per cogliere l’opportunità di fondersi. E noi, una volta tanto, ora, siamo in cima alla fila, non in fondo.
Strade bianche ci hanno diviso per anni, e ci dividono ancora. Ora però c’è finalmente la concreta possibilità di asfaltarle. E questo, sempre ora, dipende da tutti noi cittadini, giovani, adulti, uomini e donne, figli, genitori e nonni di entrambi i Comuni. Non dai politici, ma solo da noi. Non stiamo eleggendo nessuno, stiamo invece scegliendo il nostro futuro. Pensateci. E poi, poiché siamo in democrazia, andate a votare ciò che preferite – e qui cito un cittadino che lo ha detto durante un incontro – e quello che ritenete più giusto: “coltivare il passato” che piace a chi l’ha già vissuto e gli sta bene, o investire e “lavorare per il futuro”. Un futuro diverso, per chi ne ha diritto e lo vuole ancora vivere.
Stefania Agarossi
(Ex consigliere Comunale, legislatura 2014-2016, Comune Sant’Agostino)