
Se ne discuterà lunedì prossimo in Consiglio comunale, ma la mozione di sfiducia contro l’assessore Chiara Sapigni – presentata ad agosto da Paolo Spath (Fdi) – sta già generando scintille tra maggioranza e opposizione.
“Nonostante la nostra richiesta di discutere subito alle 15,30 la mozione di sfiducia contro l’assessore Sapigni come primo punto all’ordine del giorno della seduta del consiglio comunale di lunedì prossimo, la maggioranza ha deciso (nonostante la nostra evidente contrarietà) di mantenere la mozione all’ultimo punto dell’ordine del giorno. Pertanto la discussione inizierà presumibilmente non prima delle 17 – scrive Matteo Fornasini (Fi) su Facebook -. Ritengo gravissima questa decisione della maggioranza che ancora una volta calpesta le richieste dell’opposizione e mostra tutta la sua arroganza. Avevamo chiesto di anticipare la discussione il prima possibile soprattutto per rispetto dei (spero) tanti cittadini che saranno presenti lunedì per ascoltare il dibattito sulla sfiducia all’assessore Sapigni, ma evidentemente il Pd non ha rispetto nemmeno dei cittadini. Cari Ferraresi, ricordatevelo quando andrete a votare”.
Sulla stessa linea è Paolo Spath, colui che per primo ha presentato la mozione – giocando il “jolly” che gli permette di discuterne al primo consiglio utile – e la richiesta di anticipare temporalmente la sua discussione: “Ho visto solo stamattina (giovedì, ndr) l’ordine dei lavori, e ho chiesto formalmente di poter spostare la mozione all’inizio. Per prassi si discutono prima le delibere degli assessori ma ero quasi sicuro che la mozione sarebbe stata tratta prima questa volta. Il presidente Girolamo Calò mi ha detto che per lui non c’erano problemi e che gli assessori avevano dato il nullaosta, ma il Pd e la maggioranza si sono messi di traverso”. Caustico Francesco Rendine (Gol): “Comincerò a disertare tutte le conferenze dei capigruppo, la maggioranza tanto fa sempre quello che vuole, non ci ascolta e io perdo il mio tempo”.
Ai consiglieri di minoranza fa da contraltare Leonardo Fiorentini (Sì): “L’opposizione in consiglio comunale si lamenta che la sua richiesta odierna di anticipare la discussione in consiglio della mozione di sfiducia all’assessora Sapigni sia stata respinta. Una richiesta postuma visto che l’odg del consiglio di lunedì prossimo era stato votato all’unanimità solo il giorno prima, senza alcun problema sulla collocazione (come da regolamento) della mozione in coda e già inviato ai consiglieri. In verità non ho capito: cosa è cambiato nel frattempo?”.
Ma cosa è successo? Le ‘colpe’ – se così vogliamo chiamarle – stanno probabilmente da entrambe le parti. “Per via di un verbale sottoscritto all’unanimità da tutti i capigruppo agli inizi di questa consigliatura – spiega Calò -, l’ordine dei lavori è prestabilito: prima le delibere degli assessori, poi tutto il resto: ordini del giorno, interpellanze e mozioni. Questo vuol dire che quando si riunisce la capigruppo per decidere l’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale, implicitamente i consiglieri approvano anche l’ordine dei lavori”. Quello che è accaduto mercoledì, con voto all’unanimità dei presenti. Quindi la richiesta di Spath (a cui poi si sono uniti gli altri gruppi d’opposizione) poteva essere presentata già quel giorno.
Forse per troppo affidamento sull’importanza della ‘carta jolly’, così non è stato, e il consigliere di Fdi-An ha dovuto fare richiesta il giorno successivo (giovedì). Il presidente Calò ha convocato una riunione d’urgenza per il pomeriggio, dove però la maggioranza (Pd, Si e Ferrara concreta) hanno cassato la richiesta, mostrando i muscoli (o, se preferite, la forza dei numeri) e facendo uno sgarbo ai colleghi della minoranza.
Perché uno sgarbo? Perché per la discussione della mozione, Fi e Fdi – con l’aggiunta della Lega e del suo rappresentante oggi più in vista, Nicola Lodi che ha annunciato la sua presenza – hanno chiamato a raccolta i cittadini che appoggiano le loro istanze, in modo che la sala del consiglio sia piena. Ovvio allora che se la mozione venisse trattata come primo punto, a un orario più o meno certo, questo favorirebbe la presenza di più persone, non costringendole a doversi sorbire lunghe discussioni precedenti, libere di andare via a un orario decente e rendendo forse un po’ più semplice anche la gestione dell’ordine pubblico.
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