Se gli stranieri residenti al 31 dicembre dello scorso anno rappresentavano poco meno del 10% della popolazione, è a loro che dobbiamo quasi un quarto delle nuove nascite a Ferrara.
Il ruolo dei genitori stranieri. Secondo i dati del servizio Statistica del Comune, infatti, il 23% dei bebè nati nel 2015 proviene da una famiglia con genitori entrambi stranieri. Contributo che può aumentare leggermente – facciamo a metà – se si considerano anche i nuovi nati con almeno un genitore straniero, che sono il 7,5% del totale.
“Distinguendo la nazionalità della madre – si legge nel report del Comune – attualmente a Ferrara la maggior parte dei bambini nasce da madri romene, il cui contingente ammonta a 47 nati (sul totale dei bambini nati da almeno un genitore straniero rappresenta il 20%). Il 12% delle nascite è rappresentato da bambini moldavi, mentre il 10% da nigeriani e marocchini; a seguire abbiamo albanesi e ucraini che rappresentano rispettivamente il 7% e il 6% ed infine i meno numerosi sono i pakistani, i cinesi e i camerunesi aventi ciascuno una percentuale di nati pari al 4% del totale”.
Nascite in calo. Sono dati importanti che contribuiscono a non far crollare troppo la natalità in città che ormai, come in generale in Italia, è in costante declino. “Dopo il picco di nascite raggiunto nel 2009 (1033 bambini) – sottolinea il report – il numero dei nati è diminuito a partire dal 2010 (anche se ha registrato un leggero miglioramento nel 2014). Nel 2015 il numero di nuovi nati ammonta a 805 e rispetto all’anno precedente si contano 85 nascite in meno“.

Il grafico sotto aiuta a spiegare bene il ruolo degli stranieri nella demografia ferrarese: si tratta della comparazione dell’indice di natalità tra italiani e stranieri residenti nel corso dell’ultimo decennio e quello degli stranieri (le barre più chiare) è decisamente più elevato.

Più figli fuori dal matrimonio. Con il passare degli anni, inoltre, si sta riscontrando un peso sempre minore – anche se ancora prevalente – della natalità all’interno di coppie sposate: “In particolare nel 2015 i nati da coppie coniugate sono pari a 436 contro i 362 nati da coppie non coniugate; nel 2006 i nati al di fuori del matrimonio erano circa la metà dei nati da coppie coniugate”. La spiegazione avanzata nel report è questo trend dipenda “probabilmente dell’aumento delle unioni civili, del posticipo dei matrimoni ed infine della costante crescita dei divorzi”, oltre che dalla tendenza “a diventare genitori sempre più tardi: nel 2006 le madri avevano mediamente 33 anni, mentre oggi ne hanno 34. Lo stesso vale per i padri che passano dai 36 ai 37 anni”.
La fecondità. Un capitolo a parte riguarda invece la fecondità. Pur rimanendo abbastanza costante nel tempo, la tendenza è quella alla diminuzione e nel 2015 si è toccato il livello minimo degli ultimi dieci anni. Se nel 2009 a Ferrara si facevano 37 figli ogni mille donne feconde, lo scorso anno il rapporto è stato di 30 ogni mille donne in età fertile. E, anche qui, serve l’intervento ‘tampone’ delle donne straniere: “Anche nel Comune di Ferrara – si legge nel report – i quozienti di natalità della popolazione residente straniera sono nettamente superiori a quelli dei residenti italiani, quasi il doppio; questa situazione si verifica per tutti gli anni presi in considerazione. Per quanto riguarda i quozienti di fecondità, gli indici delle donne straniere tendono ad essere di gran lunga maggiori rispetto a quelli italiani soprattutto negli anni più recenti, ovvero a partire dal 2012 fino al 2015”.
Ferrara e le altre città simili. Secondo lo studio, Ferrara è in una brutta posizione sia per quanto riguarda la natalità che la fecondità se confrontata con altre città italiane di dimensioni simili. Brutta posizione significa che è l’ultima in entrambe le categorie. “Dal confronto – si legge nel report – si riscontra come il tasso di natalità ferrarese, 6.0‰, sia il più basso rispetto a quello delle altre città esaminate.Il quoziente più elevato si registra a Reggio nell’Emilia, che risulta pari al 9.4‰, seguito da Bolzano (9‰), Latina (8.9‰), Trento (8.7‰) ed infine Bologna con un tasso di natalità pari all’8.3‰. Per quanto riguarda il quoziente di fecondità calcolato sulla popolazione femminile residente in Italia, ancora una volta Ferrara possiede quello più basso, il quale ammonta al 30.2‰, mentre l’indice più elevato si registra a Bolzano con circa 42 figli ogni 1000 donne in età 15-49. In generale i quozienti di fecondità più elevati si riscontrano nelle medesime città aventi gli indici di natalità fra i più alti”.
Ancora una volta, il grafico aiuta a visualizzare meglio la situazione.


Il calo delle interruzioni volontarie di gravidanza. Il report tocca anche il tema spinoso degli aborti, ma deve fare riferimento ai dati forniti dalla Regione che riguardano il 2014 e non più il 2015. Quel che si può appurare è che la tendenza è quella alla riduzione. In totale, le interruzioni volontarie di gravidanza (Ivg) nel 2014 in tutte le strutture sanitarie provinciali sono state 591.
Le donne straniere sono quelle che tendenzialmente richiedono maggiormente l’interruzione volontaria di gravidanza: “Il tasso di abortività calcolato sulla popolazione femminile straniera nella provincia di Ferrara sia nettamente superiore rispetto a quello calcolato sulla popolazione femminile residente di nazionalità italiana, indicando che ogni 1000 donne feconde straniere residenti si verificano circa 22 Ivg contro le 5 ogni 1000 italiane. Complessivamente al 2014 nella provincia di Ferrara si hanno circa 8 Ivg ogni 1000 donne feconde residenti, che in valore assoluto ammontano complessivamente a 540, dovuti in gran parte alla consistente presenza di straniere nel territorio ferrarese”.
I nomi più usati. Nel 2015 i nomi più usati sono stati per i maschi sono stati Alessandro, attribuito a 16 bambini, da Andrea (15 bambini), Leonardo (14) e Francesco (12). Per le femmine, invece, il nome più amato è stato Sofia (20 bambine), seguito da Aurora (12) e Giulia (11).
(tutti i grafici utilizzati per questo articolo provengono dal report sulla natalità a Ferrara elaborato dal Comune e consultabile qui)
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