
Antonio Raho
Vigarano. Anche nel centrodestra c’è chi dice no. Antonio Raho, consigliere comunale ed ex candidato sindaco di Vigarano, si smarca in modo netto dagli argomenti e dai toni usati dalla Lega Nord negli ultimi giorni sull’accoglienza dei migranti.
Al momento è il primo rappresentante del centrodestra in provincia che ufficialmente prende le distanze dalle ultime iniziative del Carroccio indirizzate contro il prefetto Michele Tortora. Dissenso che, peraltro, arriva da Vigarano, luogo da cui è stato espulso Sajmir Hidri considerato soggetto pericoloso per la sua radicalizzazione islamica.
“L’errore più grande che potremmo fare nello scontro in atto sull’immigrazione nel nostro Paese è metterla sul piano dei buoni contro i cattivi, degli ignoranti contro gli intelligenti, dei razzisti contro i liberi, dei bianchi contro i colorati, della sinistra contro la destra – premette Raho -. Probabilmente è nell’interesse di qualcuno fare in modo che questo accada, che non si apra un vero e proprio confronto su una questione così delicata e preoccupante. Ognuno pensa di avere la verità in tasca, senza però rendersi veramente conto che, una cosa è la propria verità, un’altra la realtà con la quale dobbiamo fare i conti. Individuare poi il colpevole di turno è diventato lo sport nazionale. Colpa del sindaco, colpa del ministro, colpa del Governo e compagnia cantando. Si tratta di personalità politiche che rivestono un incarico pubblico, e tutto sommato, la critica nei loro confronti, se su canali civili, è accettabile”.
“Proprio però non riesco a sopportare quando ad essere attaccato è il prefetto – afferma nettamente Raho -. Un’istituzione provinciale di altissimo rilievo. Un/a uomo/donna che hanno giurato fedeltà alla patria. Certo è facile attaccare chi non può rispondere, chi non può scendere sullo stesso piano di scontro sociale e politico che si vuole creare. Anche per questo mi schiero dalla parte del prefetto di Ferrara, dalla parte di chi, da uomo di Stato, non sceglie da che parte stare, ma si adopera per trovare soluzioni a scelte, spesso sbagliate, fatte da governati/politici di turno, che siano essi di destra, sinistra o di centro“.
Raho, dopo la rottura al momento di scegliere il candidato sindaco di centrodestra a Vigarano, traccia così un ulteriore solco tra sé e la Lega Nord, attaccando il Carroccio: “Trovo vigliacco attaccare l’istituzione provinciale più importante, sapendo benissimo che si tratta di un qualcosa di strumentale, che nulla ha a che vedere con le scelte sbagliate di un Governo e di un’Europa, che navigano senza meta sulla questione migranti”. E da qui il consigliere comunale fa scaturire un piccolo manifesto politico: “Al prefetto di Ferrara auguro buon lavoro. A coloro che l’attaccano auguro di andare oltre la loro verità. Alla politica locale auguro di riappropriarsi della realtà, sia quella positiva che quella negativa. A me stesso auguro che i colorati dimostrino ai bianchi che oltre a pretendere sanno anche donare; destra e sinistra imparino che, da una parte e d’altra, c’è tanta gente onesta e capace, pronta a lavorare per il bene della collettività; gli intelligenti abbandonino l’arroganza e trovino gli stimoli necessari per insegnare agli ignoranti che tutto si può cambiare; i razzisti trovino negli occhi degli uomini liberi la sensibilità necessaria per esprimersi ogni tanto a favore e non sempre contro; ai cattivi, che i buoni, prima, sono stati cattivi e viceversa. A tutti noi auguro di ritrovarci quanto prima”.

Bergamini insieme a Fabbri e Salvini durante la campagna elettorale
Ma a Vigarano c’è chi ha una visione opposta: Davide Bergamini, capogruppo in consiglio per la Lega Nord, in una nota stampa ‘replica’ l’invito fatto dal sindaco di Bondeno, anche se con toni un po’ meno marcati.
“Invitiamo tutti i proprietari di immobili del comune di Vigarano a non ‘cadere in tentazione’, chiedendo loro di non mettere a disposizione abitazioni per poter ospitare migranti economici, ovvero persone che non provengono da territori di guerra – scrive Bergamini -. Ricordiamo a tal proposito che in base alle stime delle prefetture, gli aventi diritto alla richiesta di asilo rappresentano circa un cinque per cento del numero totale dei migranti che arrivano quotidianamente nel nostro Paese. Seguendo questa nostra indicazione, i proprietari dovranno rinunciare ad un introito economico ma contribuiranno alla salvaguardia dell’identità del nostro territorio, alla serenità degli abitanti e non si renderanno ‘complici’ di un’accoglienza indiscriminata che, nella maggior parte dei casi, si trasforma in un ‘business milionario’ riservato e gestito dalle solite cooperative ‘figlie’ di una politica che spesso si nasconde dietro al dramma della guerra con lo scopo del lucro”.
Nonostante i riferimenti alla preservazione identitaria del territorio, Bergamini specifica che “la nostra indicazione non deve passare come ‘indicazione razzista’, ma stiamo cercando esclusivamente di salvaguardare la serenità dei nostri cittadini. Ribadiamo che non abbiamo alcuna preclusione nei confronti di cittadini stranieri che vogliano insediarsi nel nostro territorio, ma riteniamo che costoro debbano avere un lavoro per mantenersi, un’abitazione per vivere, la possibilità di integrarsi con il resto della comunità contribuendo in modo attivo alla sua crescita economica”.
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