Economia e Lavoro
20 Luglio 2016
Cia Ferrara in piazza contro i prezzi bassi dei cereali. "Non conviene più produrlo, si rischia lo sciopero delle coltivazioni"

Allarme agricoltori: “Il grano made in Italy a rischio estinzione”

di Elisa Fornasini | 2 min

Leggi anche

Emergenza Grattacielo. “Una vergogna per Ferrara”

"Questa città si macchierà di una vergogna infame per colpa di Fabbri e Coletti". È con queste parole dure che si è aperto ieri - martedì 10 febbraio - il presidio per l'emergenza del Grattacielo di Ferrara

OLYMPUS DIGITAL CAMERAC’era una volta il grano italiano di qualità, poi è arrivato il lupo cattivo travestito da importazioni selvagge che ha mangiato i nostri prodotti tradizionali come il pane, la pasta e la pizza made in Italy.

È la favola, o meglio l’incubo, raccontata dagli agricoltori di Cia – Agricoltori Italiani Ferrara che questa mattina si sono radunati in piazza Savonarola per informare l’opinione pubblica sulla crisi nera che sta colpendo il settore cerealicolo.

Una manifestazione di sensibilizzazione, più che di protesta, animata dalla distribuzione di coppie ferraresi ai passanti. Il pane di “Grano Amaro”, questo il titolo dell’iniziativa, perché è amara la situazione che sta attraversando il comparto a causa dei bassi prezzi di vendita del grano tenero e duro e l’aumento dei i costi di produzione.

“I prezzi pagati agli agricoltori sono scandalosi, al di sotto di un euro dei costi di produzione” fa sapere il presidente provinciale di Cia Ferrara Stefano Calderoni, con dati alla mano: “Produrre 100 kg di frumento tenero costa 16,5 euro ma viene pagato 16 euro, i costi di produzione del grano duro si aggirano invece sui 20,5 euro ma viene pagato appena 19 euro”.

Insomma, “il grano italiano rischia di scomparire perché agli agricoltori non conviene più produrlo, paradossalmente è più conveniente lasciare i terreni incolti: si rischia lo sciopero delle coltivazioni” è l’allarme lanciato da Calderoni.

Una grave situazione aggravata dalla concorrenza spietata dell’Ucraina. “Con il libero scambio a tasso 0, l’Ucraina è diventata un competitor agguerrito per i cereali – aggiunge il vicepresidente Massimo Piva –. Noi produciamo grano di qualità, sicuro e garantito, ma l’industria speculativa preferisce usare grani provenienti dall’estero dove ci sono meno controlli”. Un rischio anche per la salute dei consumatori.

Perché questa sia una fiaba a lieto fine, la Cia chiede di “bloccare le importazioni selvagge che penalizzano gli agricoltori e garantire un reddito adeguato a quest’ultimi”. Se così non fosse, si rischia l’estinzione del grano made in Italy. E “se muore questa coltivazione, muore la nostra tradizione”.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com