Un controllo dell’Igiene pubblica a settembre, la richiesta formale da parte del sindaco di bonificare l’area esterne del Palaspecchi, la proprietà che la ignora, tre diffide, anch’esse ignorate. Nel frattempo la situazione, già grave, è peggiorata sempre più.
Questo è parte di quel che emerso nell’incontro tra i due consiglieri comunali di Forza Italia, Matteo Fornasini e Paola Peruffo, la cittadina Katia Pignatti, e Aldo De Togni, direttore dell’unità operativa di Igiene Pubblica sulla situazione del Palazzo degli Specchi.
“Quello che emerge è che il sindaco ancora una volta non ha adempiuto alle sue prerogative in termini di risposte alla cittadinanza – afferma Fornasini -: dopo le diffide a Parnasi non ha emesso una vera e propria ordinanza per imporre la messa in sicurezza”.
De Togni ha riferito ai consiglieri e alla cittadina di aver chiesto l’autorizzazione alla procura per un sopralluogo interno allo stabile – finora sono stati solo all’esterno, trattandosi di proprietà privata – ma di essere ancora in attesa di un’eventuale via libera. “De Togni ci ha riferito – afferma Fornasini – che se dal sopralluogo dovesse rivelarsi una situazione delicata e non più sostenibile, potrebbe chiedere al sindaco un’ordinanza affinché la proprietà intervenga per la messa in sicurezza. A quel punto – osserva il consigliere – Tagliani potrà obbligare Paranasi a intervenire e, in caso contrario, sarà il Comune a doverlo fare per poi rivalersi sulla proprietà. Terremo monitorata la situazione”.
E proprio su questo insiste il consigliere di Forza Italia: “So bene che se Parnasi non dovesse rispettare l’ordinanza il Comune dovrebbe intervenire con i soldi pubblici per procedere alla bonifica, ma anche se la medicina è amara bisogna fare qualcosa, costerà sicuramente, ma oggi sarebbe un servizio alla cittadinanza”.
Nel frattempo c’è ancora in ballo il finanziamento della Cassa depositi e prestiti: “È vero che l’Amministrazione sta percorrendo la strada della riqualificazione – concede Fornasini – ma se dovesse arrivare un no, dovrebbe esserci almeno un piano B, urgente e da attivare subito o almeno in tempi ragionevoli”.
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