Referendum, affluenza sotto il 20% nel Ferrarese
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Si sono ritrovati alla spicciolata ma nel giro di qualche minuto il loro numero aveva già sfiorato le 50 persone: sono i militanti che dalle 21 alle 23 hanno effettuato una ‘veglia funere’ di fianco allo stadio in corso Piave dove, fino all’altro giorno, erano presenti i 13 alberi, ora abbattuti per consentire il progetto di ampliamento dello stadio Paolo Mazza (in particolare dovrà essere realizzata l’area di prefiltraggio con tornelli obbligatoria per la Serie B). Una soluzione che fin dal principio ha scatenato una lunga serie di critiche da parte di residenti, comitati e movimenti ambientalisti e politici. Che contestano sia le modalità e le tempistiche con cui il Comune ha preso la decisione, sia l’abbattimento stesso degli alberi: “Si sarebbe dovuto valutare un progetto alternativo che consentisse di realizzare l’area di prefiltraggio senza sacrificarli”, afferma una residente.
“Sono presenti entrambi gli aspetti – conferma l’attivista Mazia Marchi -: in questo momento e con i livelli di inquinamento presenti a Ferrara non possiamo permetterci di abbattere alberi sani, e non sono vere le parole dell’assessore Modonesi secondo cui la decisione era stata già comunicata in conferenza stampa. Neppure dalle slide di presentazione si può capire, visto che sono presenti elaborazioni grafiche dello stadio e dei tornelli ma senza la strada intorno: com’è possibile fare una progettazione senza inserire l’elemento nel suo contesto?”.
Altro problema riguarda la possibile violazione di un regolamento comunale (al punto 7 dell’art. 9) che restringe solo a determinati periodi dell’anno la possibilità di abbattere alberi: “Siamo in pieno periodo di nidificazione – spiega Barbara Faccini – ed esiste una norma proprio su questo”. Ma la critica maggiore dei residenti riguarda il mancato coinvolgimento della collettività nella decisione: “Si sarebbe potuta valutare una soluzione architettonica diversa per includere gli alberi nell’area di accesso dei tifosi: poteva essere anche un’idea curiosa e che avrebbe potuto migliorare tutta l’opera. D’altra parte questi alberi sono stati piantati contestualmente alla realizzazione dello stadio: erano nelle intenzioni del progettista e dovevano far parte dello stadio”.
Tra gli attivisti presenti, anche alcuni consiglieri del Movimento 5 Stelle come Claudio Fochi e Sergio Simeone: “Ci astenemmo dal votare la delibera per l’approvazione del progetto – spiega Fochi – proprio perché quel giorno non ci furono fornite le informazioni nel dettaglio. Le questioni sulla sicurezza non si discutono, ma vogliamo indagare sul fatto se davvero non ci fossero alternative. C’è questa idea, da parte dell’amministrazione, che un progetto non debba passare al vaglio del consiglio perchè sarebbero questioni troppo tecniche, e anche le slide presentate in commissione dall’assessore Merli erano a nostro avviso un po’ fumose. Vogliamo sapere se è stato sottoposto anche un progetto adatto a salvare gli alberi”. Altra critica da parte del M5S riguarda il fatto che “nessun processo partecipativo è stato proposto per coinvolgere i cittadini della zona. La sensazione è che sia stato fatto tutto frettolosamente e senza nemmeno provare a salvare questi alberi”.
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