Attualità
5 Giugno 2016
Lo storico Adriano Prosperi al Festival dell'Economia di Trento traccia una parallelo tra la situazione attuale e l'Europa del Rinascimento

Migranti. La lezione della Ferrara degli estensi

di Daniele Oppo | 3 min

Leggi anche

Adriano ProseperiLe migrazioni di uomini non sono certo una novità del periodo storico in cui viviamo. Ci sono sempre state e sono sempre state accompagnate da problemi, dal rifiuto delle popolazioni autoctone e dai conseguenti problemi di integrazione.

Ma è proprio Ferrara ad offrire l’esempio di come l’integrazione delle popolazioni migranti, la loro protezione dell’intolleranza, non solo sia possibile, ma anche a beneficio della società. Questa almeno la posizione di Adriano Prosperi, storico di fama internazionale, professore emerito di storia moderna alla Scuola Normale di Pisa, ospite a Trento al Festival dell’Economia. Una lectio magistralis sul rapporto tra le persecuzioni religiose, le migrazioni collettive e la crescita economica.

E Prosperi ha offerto una prospettiva storica, sui grandi spostamenti moriscos – i musulmani di Spagna forzosamente convertiti al cristianesimo – e soprattutto degli ebrei. Un confronto, quello storico, che passa anche per i numeri: “Il rapporto numerico ci avvicina al passato anziché allontanarci: ci furono 100-200mila migranti ebrei e 300-400mila moriscos – afferma il professore -. Numeri piccoli se paragonati ai milioni di oggi ma, al tempo, la Germania aveva 11 milioni di abitanti, tanti quanto la Berlino di oggi”. La differenza enorme è che “non possiamo fare i numeri di chi morì allora in mare o di chi venne sequestrato per essere venduto come schiavo”.

E se l’intolleranza verso i nuovi arrivi c’era già allora, soprattutto nelle mete più ambite: Francia, Germania, Inghilterra, Portogallo – “dove la norma era quella della purezza religiosa, gli ebrei attiravano l’ira divina” – ci furono anche “eccezioni singolari nei piccoli paesi europei, in particolare nei piccoli Stati italiani”.

Uno di questi fu proprio il Ducato estense di Ferrara che – mentre a Genova agli ebrei che tentavano di sbarcare “veniva impedito anche di rifornirsi d’acqua perché non volevano che toccassero il suolo” – invito i migranti di allora alla propria corte. “Il duca estense – spiega Prosperi – li considerava preziosi per l’attività di tipo amministrativo e finanziario e si formò una minoranza che ebbe una particolare importanza per la storia italiana. La politica economica degli estensi – continua lo storico – arginò l’aggressività dei frati, impedì all’inquisizione di perseguire questi ebrei che rischiavano di essere trattati come apostati. La politica del Duca d’Este impedì la persecuzione e dimostrò che si poteva resistere all’intolleranza religiosa dell’ortodossia”. E qui, in questo clima, “l’attività degli ebrei di Ferrara si sviluppò non solo nelle funzioni di prestito bancario ma soprattutto in quelle di imprenditoria mercantile e agricola, per non parlare della cultura, della grande fioritura culturale della Ferrara del Rinascimento, con una presenza di ebrei in primo piano”.

Per Prosperi è “la storia di una parte d’Italia che con il suo apporto ha comportato l’arricchimento della società italiana”.

Un esempio – come altre in Italia, a Livorno ad esempio – per mostrare come “laddove aprirono le porte e protessero i migranti dall’abbattersi su di loro del braccio violento dell’inquisizione, la realtà che ebbe a nascere fu una realtà che spicca come tante isole nel corpo dell’Europa intollerante”.

A fine intervento, Prosperi traccia una linea con le migrazioni attuali: “Se dovessimo giudicare il presente in mezzo a cui viviamo, dovremmo dire che bene ha fatto la cancelliera Merkel a varare la legge per l’integrazione dei rifugiati e per il loro avvio al mercato del lavoro, attraverso forme di incentivo e sussidio. È un esempio da tenere ben presente per capire come gli Stati europei facciano politica senza strategie comuni, all’insegna della chiusura identitaria, laddove noi italiani facciamo crescere, attraverso meccanismi di carità, una popolazione tenuta sotto controllo dalla nuova mafia italiana: li nutrono, li tengono chiusi e tarpano la volontà di lavorare, creare, farsi una vita che muove queste popolazioni”.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com