Politica
18 Maggio 2016
Il fascicolo è in procura da circa tre settimane. La replica del leghista: "Se un politico si rivolge alla magistratura è finito"

Lodi: “Se la procura mi chiama ci sarà un colpo di scena”

di Ruggero Veronese | 4 min

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La denuncia di Tagliani. “Se la procura mi chiamasse oggi stesso – afferma – avverrebbe un colpo di scena che potrebbe mettere in difficoltà non solo l’amministrazione comunale, ma tutto l’impianto della Cassa depositi e Prestiti”. Replica così Nicola Lodi, dopo aver appreso della denuncia a suo carico depositata circa tre settimane fa dal sindaco Tiziano Tagliani per violenza e minaccia a un corpo politico (art. 338 del codice penale).

Ma su cosa verte a denuncia? A fornire le prime ipotesi è il quotidiano La Nuova Ferrara, secondo cui la procura starebbe indagando sulle attività di protesta al di fuori dalle istituzioni messe in piedi da Lodi (che non ha incarichi elettivi o amministrativi, ma solo all’interno del partito) che potrebbero aver condizionato il progetto di recupero del Palaspecchi. Difficile però, vista la moltitudine di interventi del leghista sul tema, stabilire quali siano gli episodi, le dichiarazioni o i comportamenti contestati.

Di certo negli ultimi mesi Tagliani e i consiglieri della maggioranza lo hanno criticato soprattutto per le “panzane” riguardo agli occupanti del Palaspecchi, riprese e diffuse addirittura dalle tv nazionali Mediaset che parlavano di “centinaia di persone” e di “bande criminali che mettono a ferro e fuoco la città” (dati smentiti sia dalla questura che dall’osservazione diretta dalla stampa).

Secondo quanto riferito dalla “Nuova”, al termine della denuncia di Tagliani sarebbero presenti anche riferimenti all’incontro a Milano tra Lodi e la dottoressa Paola Delmonte, responsabile social housing della Cassa Depositi e Prestiti. La dirigente avrebbe infatti riferito al Comune di Ferrara di aver ricevuto forti pressioni da Lodi per ottenere quell’appuntamento.

La replica di Lodi. E che la denuncia sia relativa anche all’incontro milanese viene confermato, almeno indirettamente, dallo stesso Lodi, che a poche ore dalla pubblicazione della notizia pubblica un video per dare il proprio giudizio sulla denuncia a suo carico: “Sono stato invitato io dalla Cassa Depositi e Prestiti, sono stato invitato con urgenza”, specificando poco dopo che “ho manifestato i miei dubbi alla Cdp e mi hanno invitato a Milano. Mi rivolgo anche a loro: vorrei l’autorizzazione a pubblicare la mail che vi ho mandato”. Il 15 aprile scorso, criticando Vittorio Anselmi di Forza Italia, Lodi fornì una versione leggermente diversa in cui non faceva riferimenti ad inviti dalla Cdp: “Consiglio ai consiglieri di fare come ho fatto io, prendere un appuntamento”.

Durante il videomessaggio, l’esponente leghista si dichiara tranquillo e pronto a collaborare con la magistratura: “Se la procura mi chiamasse oggi stesso – afferma – avverrebbe un colpo di scena che potrebbe mettere in difficoltà non solo l’amministrazione comunale, ma tutto l’impianto della Cassa depositi e Prestiti. Non ho mai detto di cosa si tratta ma vi assicuro che non sono uno sprovveduto: mi sono tutelato e se oggi mi chiamassero avremmo sorprese plateali”. Commentando la denuncia a suo carico, il giudizio di Lodi su Tagliani è netto: “La storia insegna che quando un politico non ha più colpi in canna e si rivolge alla magistratura, è un politico finito. E Tagliani si è rivolto alla magistratura”. Lodi ripercorre poi i vari esposti inoltrati alla magistratura dalla Lega Nord stessa, a parti invertite, sulle mosse dell’amministrazione e sulla struttura di via Wagner: “spero che ora il capo procuratore Cherchi apra tutti gli esposti che abbiamo fatto, li metta sulla scrivania e analizzi finalmente una volta per tutte cosa c’è dietro al Palaspecchi. In questa situazione non chiara c’è un’unica certezza: vogliono portare a Ferrrara 40 milioni di euro. Una cifra lanciata in aria, sono pronto a scommettere che potrebbero essere anche il doppio. Questo è quello che fa movimentare tutta la politica ferrarese: non il Palaspecchi, ma 40 milioni di euro”.

Il responsabile sicurezza del Carroccio nega in sostanza la validità di tutto l’esposto, che giudica “dai piedi di argilla, come il Palaspecchi”, e si dichiara sicuro di aver solamente espresso le proprie opinioni: “La libertà di parola e di pensiero è di tutti i cittadini e va difesa. Se l’attività del Comune, della giunta e del consiglio è stata condizionata dal sottoscritto e dalla Lega, o noi siamo dei superman, o questa attività amministrativa è più pericolosa del Palaspecchi. Caro Tagliani, non hai fatto altro che farmi un piacere: hai fatto un esposto per chiedere cosa è successo al Palaspecchi”. E il saluto finale è l’annuncio di una futura visita del segretario nazionale Matteo Salvini a Ferrara, con ‘tappe’ al Palaspecchi, davanti alla sede Carife e in zona Gad: “Porteremo centinaia di ferraresi sotto lo scalone del municipio”.

 

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