Da troppo tempo stiamo registrando che viene data maggiore importanza alla sicurezza percepita rispetto a quella reale. Oggi più che mai nella nostra qualità di addetti alla sicurezza ci rendiamo sempre più conto delle difficoltà che abbiamo per svolgere in modo efficace ed efficiente il nostro servizio. Ormai credo che lo sappiano anche i muri della condizione in cui siamo costretti ad operare. I nostri ripetuti gridi di allarme rischiano di divenite patetici ma fotografano inesorabilmente la reale condizione delle forze dell’ordine.
Gli ultimi dieci anni sono stati una mannaia per l’appartato della sicurezza poiché i continui tagli lineari hanno completamente debilitato il sistema e ovviamente anche Ferrara ne risente. Una rondine non fa primavera ed una solo auto nuova non significa aver rinnovato il parco auto, le altre hanno tutte più di 200 mila chilometri, il tournover al 55% significa che ogni due pensionati solo un agente viene arruolato e ciò comporta che oggi nella sola Questura mancano almeno 30 agenti e di nuove assegnazioni ancora non se ne sa nulla. Quest’anno sono previsti circa una decina di pensionamenti . La conseguenza è che il personale delle volanti è ormai ridotto all’osso e conseguentemente demotivato. Il Poliziotto di Quartiere non esiste più. Per far fronte alle continue emergenze si deve sempre richiedere personale da altre città e senza l’intervento del Reparto Prevenzione Crimine di Bologna non si riescono ad organizzare servizi straordinari e a mala pena si affronta l’emergenza.
La formazione è carente, le attrezzature scarse, l’età media si alza sempre più, i giubbotti antiproiettile scaduti, le armi vecchie e vetuste, purtroppo potremmo continuare ancora ma ormai siamo certi che i problemi che attanagliano il comparto siano più che notori.
Per non parlare dell’emergenza che si verrà a creare durante i giorni in cui si svolgerà la consultazione referendaria poiché in tale occasione la Polizia Municipale (causa costi) non parteciperà alla vigilanza dei seggi e ciò significa un impiego straordinario rispetto oltre a quelli normalmente impegnati in tale tipologia di servizio.
Siamo certi che la gente conosca il problemi che attanagliano il comparto sicurezza, ciò che ci sconcerta è perché la politica si ostini a non prenderne consapevolezza e non decida di intervenire in modo serio. Negli ultimi tempi purtroppo abbiamo assistito solo a proclami di propaganda e nulla più.
Basta leggere il messaggio di fine anno del Capo della Polizia. Sembrava scritto da qualcuno con un mandato elettivo e non da un organo tecnico. Detto fatto, tutti hanno capito come bisogna comportarsi.
E’ più facile fingere di non vedere, dire che va tutto bene e nascondere la polvere sotto il tappeto. Ma questo non può e non deve essere il ruolo di chi ha la responsabilità della sicurezza nel nostro paese.
Non vogliamo entrare nelle polemiche che si sono sviluppate in questi giorni in merito al Palaspecchi ma siamo certi che con adeguati mezzi e adeguate risorse si sarebbe potuto fare molto di più.
Stefano Paoloni
Presidente del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap)