Politica
24 Marzo 2016
Fabbri, scettico sul progetto di social housing, esce deluso dall'incontro: "Ormai non ci resta che andare dal Papa"

La Lega Nord dal prefetto: “Nessuna risposta sul Palaspecchi”

di Ruggero Veronese | 3 min

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b8140823-a888-4eae-9382-8e276ff2bf10“Se siamo soddisfatti di questo incontro? No: abbiamo denunciato la situazione di degrado e i continui rinvii da parte del Comune, ma il prefetto afferma di non avere strumenti per intervenire”. Escono delusi dall’incontro con il prefetto Michele Tortora i rappresentanti della Lega Nord Alan Fabbri e Nicola Lodi hanno chiesto misure immediate per prevenire i rischi igienici, strutturali e relativi alla sicurezza pubblica nell’area del Palazzo degli Specchi. Situazioni che secondo il Carroccio rischiano di restare immutate ancora per lungo tempo, dopo l’arresto di Sergio Vittaldello, l’imprenditore Sergio Vittadello, presidente del gruppo di costruzioni parte del ‘fondo immobiliare’ che deve realizzare il progetto di recupero dell’immobile. Assieme agli esponenti della Lega Nord anche l’avvocato Alessandra Palma, portavoce di una cinquantina di residenti della zona residenziale circostante che chiedono soluzioni ai problemi di degrado.

Fabbri e Lodi puntano a un intervento anche ‘indiretto’ da parte di prefettura e forze dell’ordine, dal momento che l’interno del Palaspecchi – essendo proprietà privata – non è accessibile per operazioni di polizia. “La situazione di degrado è rimasta immutata – afferma Fabbri – e abbiamo chiesto un rafforzamento dei controlli. Anche se gli agenti non possono accedere all’immobile potrebbero comunque stare all’esterno sulla via pubblica, fermando e controllando le persone che entrano ed escono e garantendo più sicurezza ai residenti”. Oltre alla sicurezza, uno dei temi chiave riguarda le condizioni igieniche: “All’interno del Palaspecchi si vedono fuochi, sono presenti discariche abusive e il parcheggio sotteranneo è completamente allagato e rischia di creare danni strutturali. Come consigliere regionale chiederò un incontro alla direttrice dell’Asl Paola Bardasi per avere chiarimenti e proporre un intervento da parte degli enti sanitari”.

Ma oltre alla situazione attuale, Fabbri critica anche le prospettive del progetto di social housing promosso dal Comune con il sostegno della Cassa Depositi e Prestiti: “Il piano non andrà avanti – afferma Fabbri riferendosi all’arresto di Vittaldello -, ma se anche dovesse farlo credo che non risponda alle esigenze della città. Dal punto di vista economico non risponde alle esigenze della città e temiamo che possa portare a un ‘Palaspecchi Due’, ovvero a un’altra situazione di abusivismo dopo la creazione di appartamenti nuovi”.

L’avvocato Palma non commenta il progetto di social housing, limitando le proprie perplessità alle condizioni odierne dell’immobile: “Siamo attivi da mesi attraverso i nostri esposti e tutt’oggi continuiamo a cercare le risposte che non sono ancora arrivate. Il Comune ci dice di apsettare il buon esito del progetto, ma intanto rimangono problemi relativi alla situazione igienico-sanitaria e alla sicurezza: qualche sera fa c’è stato uno scippo e in questi mesi sono avvenuti numerosi furti nelle proprietà. È nell’interesse dei cittadini che l’area venga ripristinata e ristrutturata, ma non si capisce perché questo progetto precluda un intervento immediato sull’igiene e la sicurezza. Non ci pronunciamo sul progetto, ma vogliamo che nel frattempo si ricreino condizioni di vivibilità”.

Nicola Lodi, responsabile sicurezza e immigrazione della Lega Nord, cita una relazione di un perito del tribunale risalente al 2004, in cui venivano già indicati i problemi igienici e strutturali presenti nell’immobile: “Ho fatto presente che nel 2007, quando venne costituita la società che si occupa del Palaspecchi, non fu valutato il contenuto di questa perizia. Ho chiesto un segnale immediato, come uno sgombero con il supporto della Caritas o altre associazioni che potrebbero occuparsi di chi ora vive dentro l’immobile”. Tutte carte che il Carroccio proverà a giocarsi nelle prossime settimane: “Dopo questi incontri non ci resterà che andare scalzi dal Papa – conclude sarcastico Fabbri -, perchè in questa città nessuno riesce a darci risposte”.

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