Cronaca
19 Marzo 2016
Due anziani sono accusati di circonvenzione d'incapace ai danni di una donna molto facoltosa

A processo per donazioni e lasciti testamentari da un’amica

di Daniele Oppo | 2 min

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tribHanno ricevuto una donazione e un lascito testamentario per un totale di circa 200mila euro ciascuno da parte di una anziana donna della provincia, molto facoltosa. Per questo due suoi amici di vecchia data sono oggi a processo per circonvenzione d’incapace.

Secondo l’accusa e una parente della donna – costituitasi parte civile – avrebbero infatti spinto l’anziana a fare a loro favore le corpose donazioni e i lasciti in un momento in cui non era perfettamente capace di intendere e di volere.

Una versione contestata dagli imputati – un 62enne e un 73enne, difesi dagli avvocati Marco Linguerri e David Zanforlini – in quanto la donna, oltre ad essere loro amica e ad aver lasciato un’eredità da diversi milioni di euro (con alcune quote destinate anche alla parrocchia e al Comune), era anche una persona molto generosa, non nuova a donazioni. Compresa quella da cui è scaturito il processo: 7mila euro a una famiglia in difficoltà, in un periodo – luglio 2013 – in cui la donna, sopra i 90 anni, era in amministrazione di sostegno, ma comunque autorizzata dal giudice. L’amministratrice di sostegno, accortasi del fatto, aveva fatto annullare la donazione e poi segnalato tutto alla procura. Da lì nasce un’ulteriore accusa per i due anziani che, secondo gli eredi e la procura avrebbero spinto – ma è tutto da provare – anche per quella donazione.

Durante l’udienza di venerdì, davanti al giudice Debora Landolfi sono comparsi a testimoniare il notaio che ha redatto il testamento e che ha riferito di una signora lucida e capace e la badante che, pur non ricordando molto, non ha segnalato episodi o tentativi legati ad alcuna circonvenzione.

Da ultimo è stato sentito un medico che ha effettuato una consulenza sullo stato psichico dell’anziana, attestandone l’incapacità, avvenuta nel maggio 2013, un mese e mezzo dopo che la stessa tentò il suicidio.Il consulente ha anche riferito di aver parlato con la signora di un “recente” assegno da 5mila euro (segnalato dalla tutrice) per testare la sua memoria a breve termine ma di cui la stessa non aveva ricordo. Ma la natura, i destinatari e la data di quella eventuale ulteriore disposizione economica sono al momento un mistero.

Anche per questo il reale peso nel processo della consulenza è nel mirino delle difese in quanto effettuata in un periodo particolare per la donna, all’ospedale, con una visita di mezz’ora non seguita da altri incontri, e a circa un anno di distanza dalle prime due donazioni (luglio/agosto 2012) e qualche mese dopo la firma sul testamento (gennaio 2013).

La prossima udienza si terrà ad aprile.

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