Politica
10 Marzo 2016
L'assessore non fa dietrofront nonostante le perplessità sollevate dallo stesso Pd

Distese, tutti contro Serra e la palla passa al consiglio

di Elisa Fornasini | 3 min

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OLYMPUS DIGITAL CAMERALa torre costruita da Roberto Serra, al centro della polemica per l’estensione delle distese di tavolini agli esercenti artigiani e alimentari, crolla sotto i colpi sia della maggioranza che dell’opposizione. Il nuovo regolamento comunale per l’occupazione di suolo pubblico, secondo tutti i partecipanti alla commissione consiliare, è instabile sotto molti punti di vista. Ma l’assessore al Commercio non fa dietrofront e, nonostante le perplessità sollevate da più parti (anche dallo stesso Pd), la delibera verrà discussa lunedì in consiglio.

Alla base della tanto contestata torre, c’è la possibilità di collocare fino a quattro tavolini con annesse sedie davanti a tutte le attività artigianali e alimentari anche sprovviste di servizi igienici come gelaterie, yogurterie, piadinerie, kebabbari, minimarket, pizzerie al taglio, rosticcerie e fruttivendoli. Fin qui la struttura regge: lo prevede la normativa nazionale.

Ma arriva la mossa delle associazioni di categoria a far traballare la torre: Ascom e Fipe contestano all’amministrazione di non essere stati interpellati nella stesura del regolamento. Tutto vero: la delibera gli è stata inviata solo mercoledì e non dall’assessorato al Commercio ma dal presidente di commissione Matteo Fornasini (Forza Italia). Le associazioni hanno avuto così meno di 24 ore per preparare le proprie osservazioni e proposte.

La torre è crollata definitivamente nella commissione consiliare convocata giovedì pomeriggio. Il primo colpo viene da Vittorio Anselmi (Fi): “Non coinvolgere preventivamente le associazioni di categoria è stato un grosso errore. Il fatto di ampliare la possibilità di allargare la propria attività commerciale è un fatto positivo ma un’apertura eccessiva rischia di penalizzare alcune categorie. Inoltre la proposta di tipologie rigide per le distese (che devono sottostare a parametri tecnici per colori, materiali e misure, ndr), più che una facilitazione rischia di essere un’anticamera dell’omologazione e di trovarsi con tavolini e tendoni tutti uguali”. Il consigliere forzista appoggia poi la richiesta di Francesco Rendine (Gol) di togliere l’obbligo per gli esercenti di avvalersi di un tecnico nella progettazione perché è “un aggravio di spesa e un onere burocratico su cui si può risparmiare”.

Il ‘colpo di grazia’ viene dal Pd. La consigliera Deanna Marescotti, del Psi ma eletta nella lista dem, solleva il problema delle distese per gli ambulanti, magari da affrontare in un regolamento a parte, e degli orari di apertura. Su questo punto riceve il sostegno del presidente del consiglio Girolamo Calò che chiede di inserire nel regolamento un divieto di occupazione dalle 22. A dargli manforte anche Luigi Vitellio: “Bisogna regolarizzare gli orari per tutelare gli esercenti senza tavolini fuori dal locale e per garantire la quiete notturna dei residenti, altrimenti diventa il far west”.

Arriva dallo stesso Vitellio la ‘bomba’ che manda in macerie la torre. “Visto le perplessità emerse da tutti i commissari, anche se non è previsto dal regolamento, chiedo di convocare un ulteriore incontro prima del consiglio”, propone il consigliere Pd, sostenuto da Fornasini che invece chiede di sospendere la delibera e di riconvocare una nuova discussione in futuro, “per avere il tempo di ascoltare le richieste delle associazioni di categoria tagliate fuori dal confronto”. Ma Serra, nonostante l’evidente debacle, non vuole darla vinta a nessuno: “Approfondirò tutte le questioni che avete sollevato ma non credo di avere motivi per limitare la delibera, ne discuteremo lunedì in consiglio”. Ma prima dovrà passare per la capigruppo ottenuta da Vitellio.

In serata il M5S esprime una forte opposizione al provvedimento con una nota stampa. “Riteniamo che l’assessore Serra ci abbia sottoposto una delibera impropria, che porterà come possibili conseguenze sia uno sciopero fiscale da parte tutti gli interessati ai passi arginali (che aumenterà ancora il contenzioso fra Regione e Comune) sia, per quanto riguarda il regolamento Cosap relativo all’estensione delle distese esterne degli esercizi commerciali, possibili forti ripercussioni di ordine pubblico nel centro cittadino se non verranno rimodulati gli orari prospettati. Con questa delibera, l’Amministrazione comunale, essendosi dimostrata scientemente incapace di ascoltare sia le Associazioni di categoria che la contestano sia i partiti dell’opposizione che vorrebbero approfondirne la discussione con esiti migliorativi, appare arrogante e miope”.

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