Politica
9 Marzo 2016
I pentastellati ferraresi: "Risorse limitate per fondare una associazione". E accusano i 'dissidenti' di "scarso impegno"

M5S e donazioni: “Trasparenza, ma anche buon senso”

di Ruggero Veronese | 3 min

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d0e86a4c-0e80-4bbe-81a1-608a8ce6f9e3“La trasparenza è indispensabile, ma anche il buon senso”: con questa frase consiglieri e attivisti del Movimento 5 Stelle sintetizzano la propria posizione sulla vicenda del conto Pay-Pal per le donazioni intestato a una singola persona e accessibile solo a pochi componenti del meet up. I pentastellati ferraresi hanno risposto durante una conferenza stampa agli articoli pubblicati su queste pagine, affermando che la ‘improvvisata’ modalità di autofinanziamento deriva dalla necessità di mantenere bassi i costi di gestione del conto, che altrimenti finirebbero per azzerare (o addirittura per superare) i ricavi provenienti dalle donazioni. E assicurando che il titolare del conto, Mauro Ballola, è stato selezionato attraverso una votazione all’interno del meet up.

Una serie di rassicurazioni che in realtà, viste le premesse, non rassicurano a sufficienza: il problema di metodo, trasparenza e opportunità, almeno secondo questo giornale, rimane inalterato. Ma prima diamo voce ai rappresentanti del Movimento 5 Stelle riuniti in conferenza stampa. In assenza della capogruppo Ilaria Morghen, è Mario Ballola a metterci la faccia per spiegare quanto accaduto: “Il conto Pay Pal per le donazioni nasce da un nostro problema di disponibilità economica: siccome abbiamo la necessità di autofinanziarci e di limitare le spese, abbiamo creato questo conto Pay-Pal, ‘girandolo’ a una carta Poste Pay intestata a me. Da gennaio a oggi abbiamo ricevuto 75 euro, ma le spese da affrontare sono molto più alte, come i 285 euro di costi per la radio. E infatti quello che manca lo tiriamo fuori noi, privatamente”.

Inevitabile ricadere in uno degli argomenti già affrontati nei giorni scorsi: questa procedura presuppone una fiducia totale e incondizionata nel “tesoriere” in questione, mentre la costituzione di una associazione di promozione sociale (Aps) a cui intestare il conto – come infatti avviene per altri meet up che aprono raccolte fondi – assicurerebbe maggior trasparenza e possibilità di controllo da parte di tutti gli iscritti. “Ci siamo trovati tutti insieme – afferma Ballola – e abbiamo discusso di come recuperare fondi senza creare l’Aps, che era stata sciolta un paio di anni fa e che costa circa 300 euro all’anno solo di commercialista”. Una spesa che per consiglieri e attivisti al momento non è alla portata del Movimento 5 Stelle ferrarese, anche se – secondo il commercialista contattato da Estense.com e buona parte dei siti specializzati – i costi della Aps si limiterebbero a 250 euro una tantum per la sua costituzione e circa 200 per far stilare le rendicontazioni annuali a un commercialista (spesa che per la verità, viste le scarse cifre in ballo, ci viene additata copme superflua dallo stesso commercialista). Ma si tratterebbe comunque di costi ampiamente giustificati, almeno a nostro avviso, per garantire quello standard minimo di trasparenza che dovrebbe essere nel dna del Movimento 5 Stelle.

Come rispondere invece a quegli attivisti che hanno annunciato il proprio forfait dal meet-up dopo la vicenda donazioni? I pentastellati ferraresi rifiutano ogni accusa di ‘verticismo’ e di mancanza di democrazia e contrattaccano, lamentando lo “scarso impegno” di alcuni iscritti dopo l’approdo del movimento in consiglio comunale: “Prima c’era un nutrito gruppo di persone durante la fase di militanza e nella campagna elettorale – spiega il consigliere Alessandro Bazzocchi -, ma quando si è passati in consiglio comunale e ci si è trovati di fronte a una gran mole di documenti da studiare, alcuni hanno smesso di impegnarsi come avrebbero dovuto. Persone che non avevano voglia di perdere ore e ore a leggere gli atti del consiglio e che ora vanno parlando di cose che non esistono, come la mancanza di democrazia interna. Ma il problema vero sono le tempistiche: dobbiamo prendere delle decisioni in tempi brevi e a volte il dissenso è nato dai ritmi stringenti”.

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