Politica
28 Febbraio 2016
Ferraresi: "Il dittatore Renzi vuole far fallire il referendum ma la nostra battaglia andrà avanti"

Trivellazioni, il caso ferrarese arriva a Roma

di Elisa Fornasini | 3 min

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OLYMPUS DIGITAL CAMERAIl caso delle trivellazioni nella provincia di Ferrara arriva a Roma. All’attenzione dello stesso governo che, però, “ha fatto di tutto per mettere i bastoni tra le ruote e far fallire il referendum sulle trivelle del 17 aprile”. È quasi una scena da ‘cane che si morde la coda’ quella presentata dal deputato del M5S Vittorio Ferraresi, che ha depositato un’interrogazione parlamentare al ministro dello sviluppo economico e a quello dell’ambiente sulla delicata situazione nel Ferrarese.

“Siamo contro i progetti di ricerca, coltivazione ed estrazione di idrocarburi a priori – annuncia il deputato grillino – ma lo siamo ancora di più in un territorio particolarmente fragile e vulnerabile come quello ferrarese, colpito da fenomeni di subsidenza, sisma e dissesto idrogeologico”. Criticità che non hanno comunque impedito “l’autorizzazione di sette istanze di ricerca e due di coltivazione, mentre si stanno valutando altre sei richieste di permessi di ricerca e quattro concessioni di coltivazione” mette in guardia il medico igienista Luigi Gasparini, da sempre in prima linea per la salute dei ferraresi.

Il problema delle trivellazioni non riguarda solo la terraferma ma anche, come noto, le piattaforme petrolifere in Adriatico. Ed è proprio su questo punto che si andrà a votare il 17 aprile, per impedire proroghe ai progetti di ricerca e coltivazione di idrocarburi entro le 12 miglia dalla costa. In pratica le trivellazioni in mare devono finire quando scade il contratto senza possibilità di prorogare le concessioni “che non avrebbero dato limiti alle attività delle grosse compagnie petrolifere, le uniche che ci guadagnano” commenta il deputato che invita tutti a sostenere il sì al referendum.

“Il governo Renzi, per mettere i bastoni tra le ruote, ha modificato la legge di stabilità per far passare solo uno dei sei quesiti referendari ammessi dalla Corte di Cassazione – denuncia Ferraresi – e ha trovato un ulteriore sistema per far fallire il referendum, impedendo che venisse accorpato alle elezioni amministrative di maggio e giugno. Un danno duplice per le casse dello Stato, che perde oltre 300 milioni di euro, e per i cittadini che avranno meno tempo per informarsi”.

“Renzi, dittatore ridicolo ma potente, propone un decreto osceno che approva lo stupro del territorio e, poi, affossa il referendum – ribadisce il grillino -. Sarà una lotta dura arrivare al quorum ma la nostra battaglia contro lo Sblocca Italia andrà avanti, anche per quanto riguarda l’Italicum”. “Lo Stato dimostra sempre più una strana allergia alla democrazia – conferma Lorenzo Lazzari, attivista dei No Triv e M5S -. Lo Sblocca Italia ha esautorato le autonomie locali e le istituzioni non stanno facendo nulla per bloccare questo scempio. Vogliamo che il paese cambi questa politica energetica sbagliata e guardi a fonti di energia rinnovabile piuttosto che al fossile che ci fa rimanere indietro rispetto al mondo”.

L’“assenza totale delle istituzioni” è percepita anche da Ugo Selmi, capogruppo del M5S a Copparo, e dallo stesso Gasparini secondo cui “bisogna lottare contro le nostre stesse istituzioni che concedono permessi in una zona fragile dove nell’ultimo mese si sono registrate cinque scosse di terremoto e diverse morie di pesci”. Ecco spiegata la metafora del cane che si morde la coda. Per uscirne, serve l’aiuto della scienza. “È necessario pressare gli scienziati per continuare gli studi di ricerca – assicura Gasparini – ma invece di essere finanziati vengono boicottati”.

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