Politica
19 Febbraio 2016

Le ‘prevedibili’ nomine dei dirigenti regionali e l’ira del M5S

di Ruggero Veronese | 2 min

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Silvia Piccinini

Silvia Piccinini, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle

“Non c’è 12 senza 13”. È un’amara battuta quella con cui i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle commentano l’aggiudicazione da parte di Paolo Tamburini dell’ultimo posto rimasto ancora vacante nell’organigramma delle otto direzioni generali per i quali era stata bandita una selezione pubblica. Un epilogo che solleva l’indignazione dei consiglieri pentastellati, che mesi fa aveva ‘annunciato’ quale sarebbe stato l’esito dei 13 concorsi pubblici: tutti vinti dai dirigenti di nomina diretta della Regione che da 15 anni siedono ai vertici degli uffici di viale Aldo Moro, senza prima aver mai vinto un concorso per quegli incarichi. Tamburini è stato nominato responsabile del servizio “Comunicazione, educazione della sostenibilità e strumenti di partecipazione”, carica che ricopriva da tempo e che, come gli altri suoi 12 colleghi, continuerà a portare avanti fino al 31 gennaio del 2017.

“Con l’ultima nomina possiamo dire di aver fatto l’en plein, visto che siamo riusciti ad indovinare i nomi di tutti i dirigenti esterni che sarebbero stati scelti – spiega Silvia Piccinini, consigliera regionale del M5S –. Come abbiamo denunciato in più di un’occasione si tratta di nomine dirette e ad personam mascherate da selezione pubblica. Insomma si tratta dell’ennesima farsa e che nel caso di Tamburini si trasforma in una vera e propria beffa visto che questa persona, che oggi ha superato con successo la selezione grazie al possesso del titolo di dirigente regionale ottenuto tramite nomina diretta, nel 1999 non riuscì ad avere l’idoneità nemmeno da funzionario. Un paradosso”.

Per la consigliera regionale del M5S anche nel caso del tredicesimo dirigente riconfermato si è “accuratamente evitato di far entrare nuove risorse in Regione visto che si è costruita una procedura selettiva che in primo luogo non ha valorizzato adeguatamente esperienze professionali precedenti diverse rispetto a quelle degli uscenti”, e poi ha messo a capo delle commissioni di valutazione quegli stessi Direttori “che per anni hanno lavorato fianco a fianco con i candidati poi risultati vincitori”.

Eppure la possibilità di scegliere altre figure professionali, secondo il M5S, non mancava: “Nella selezione che ha portato alla scelta scontata di Tamburini sappiamo che sono arrivate richieste da tutta Italia da parte di dirigenti che potevano contare esperienze e curricula di certo non indifferenti – aggiunge la Piccinini –. Come nel caso di Eugenio Iorio, ex numero uno della Comunicazione istituzionale della Regione Puglia sotto il governo Vendola, oppure dirigenti del Comune di Bologna, Reggio Emilia e della Regione Basilicata. Con questa tredicesima nomina si aggiunge un altro capitolo alla farsa che la Regione sta scrivendo ormai da più di 20 anni sulla scelta dei propri dirigenti. Una scelta a completo servizio della politica e non delle competenze e della meritocrazia”.

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