
Renato Rossi (foto dal profilo Facebook)
Ha confessato dopo poche ore di interrogatorio, messo alle corde dalle domande del sostituto procuratore Roberto Piccione. Renato Rossi, imprenditore 67enne ferrarese ma residente da anni a Martellago, nel veneziano, è l’autore dell’omicidio del Ezio Sancovich, l’uomo trovato morto nel padovano automobile lunedì sera, attorno alle 21:30, freddato da tre colpi di pistola alla testa mentre si trovava al volante della propria auto. All’origine del delitto un debito di poche migliaia di euro, che i due si erano trovati per saldare.
Gli inquirenti hanno capito fin dai primi istanti che l’omicidio doveva essere stato commesso da qualcuno che conosceva bene Sancovich, agente commerciale per il noto marchio Moncler. Il 62enne infatti è stato ritrovato seduto al posto del guidatore della sua automobile, in un’area isolata sulla tangenziale di Piombino Dese, con la cintura di sicurezza ancora allacciata e senza alcun segno di colluttazione. L’assassino gli ha sparato a bruciapelo dal finestrino o dopo aver aperto lo sportello, da una distanza di 30 centimetri. Le indagini si sono quindi indirizzate verso i conoscenti di Sancovich, per poi mirare quasi a colpo sicuro su Rossi, l’ultima persona a telefonare alla vittima, a cui era legato da frequenti rapporti di lavoro: i due non erano colleghi nella stessa azienda (Rossi è titolare della Duerre Progetto Moda, a Piove di Sacco), ma si conoscevano da anni e le loro carriere si erano spesso incrociate.
Messo alle strette dagli inquirenti il ferrarese ammette il delitto ma parla di autodifesa: “Eravamo in macchina insieme, parlavamo di lavoro poi la discussione è degenerata – ha raccontato Rossi agli inquirenti -. Sancovich ha accostato e mi ha fatto scendere dall’auto. Ha aperto la portiera e ricordo la pistola puntata contro di me. Ho reagito, ricordo un colpo”. Una versione che naturalmente sarà tutta da verificare. Nel frattempo il reo confesso è stato trasferito nel carcere di Padova.
Rossi è un imprenditore conosciuto nel veneziano, dove per anni ha lavorato nel settore della moda e dell’abbigliamento. È molto appassionato di armi, che compaiono frequentemente sulla sua pagina Facebook alternandosi a post sulla Ferrara storica e ad altri in cui dichiara le proprie simpatie di estrema destra, in particolare sui temi dell’immigrazione e della sicurezza. Tra i commenti sulla foto del profilo in armeria (a fianco) un amico gli suggerisce “comincia dai banchieri”, ricevendo come risposta “da quelli avanzo io, le sai le ultime su Carife?”. Ma la sua prima e unica vittima, in realtà, è stato uno sfortunato agente commerciale con una sola colpa: avere un credito.
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