Eventi e cultura
20 Gennaio 2016
Mostra e conferenze per presentare i marmi romani e bizantini, un tesoro dimenticato

Ferrara riscopre un pezzo di se stessa

di Elisa Fornasini | 3 min

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OLYMPUS DIGITAL CAMERA“Voci dalle pietre” risuonano tra le mura del municipio estense con la mostra fotografica dedicata ai marmi romani e bizantini che Ferrara conserva e che, da troppo tempo, dimentica.

Lo scopo dell’esposizione, che verrà inaugurata venerdì 22 gennaio alle 17.30 nel salone d’onore, è quello di riportare all’attenzione della comunità le antichità cittadine, tra cui epigrafi funerarie, clipei, sarcofagi e manufatti risalenti all’epoca romana e bizantina. Per raggiungere tale scopo si susseguiranno, a corredo della mostra, cinque conferenze per riscoprire un tesoro quasi ‘segreto’.

“Sappiamo molto della Ferrara rinascimentale ma poco della Ferrara medievale, quindi il desiderio della mostra e delle conferenze è quello di riproporre alla città questo nuovo punto di vista su un pezzo di Ferrara inedita” annuncia Michele Pastore, presidente dell’associazione Ferrariae Decus che ha realizzato il progetto insieme al Comune di Ferrara e Voghiera, Arcidiocesi, Capitolo della Cattedrale, Deputazione Ferrarese di Storia Patria, Polo Museale Emilia Romagna Ferrara e Gruppo Archeologico Ferrarese.

L’esposizione si sviluppa su 19 pannelli che mostrano le foto delle ‘pietre’, la pianta della città e il percorso che, partendo dal duomo, consente di raggiungere gli edifici nei quali le varie ‘pietre’ sono conservate e visibili: museo della Cattedrale, lapidario civico, palazzo Renata di Francia, basilica di San Francesco, ex chiesa di Sant’Apollonia, monastero di San Giorgio e palazzo delle Poste Italiane. Un patrimonio artistico e culturale “che la città ha bisogno di rincontrare”, rimarca la curatrice Fede Berti, “perché troppo spesso ci passa accanto senza soffermarsi sulla sua bellezza”.

“È un tema che ci sta a cuore come amministrazione perché una città d’arte e di cultura come Ferrara è una città che non smette mai di studiare e approfondire” dichiara il vicesindaco Massimo Maisto, il quale auspica che “questo tema di ricerca possa svilupparsi in futuro nonostante i tagli alla cultura”, a cui sopperire “con la proficua collaborazione tra enti e associazioni”. “È sempre utile conoscere le memorie che gli antenati ci hanno lasciato” aggiunge don Casaroli del Capitolo della Cattedrale, “che sta maturando la decisione di ripulire e riportare a fruibilità maggiore l’atrio della cattedrale, dopo il necessario intervento post terremoto, per mettere in luce le opere che normalmente non siamo abituati a guardare”.

La mostra di questo mosaico di storia sarà itinerante: dopo il mese di esposizione nel municipio di Ferrara (dal 22 gennaio al 19 febbraio) si sposterà a palazzo Ludovico il Moro e poi nel Comune di Voghiera, con la speranza di poterla riproporre nei mesi estivi a Pomposa. Si tratta della prima iniziativa pubblica del museo Archeologico Nazionale sotto la direzione di Paola Desantis che, inoltre, ospiterà l’incontro con Chiara Guarnieri per il 18 marzo. Le altre conferenze, in programma alle 16.30 a palazzo Bonacossi, saranno tenute dall’arcivescovo Luigi Negri (26 febbraio) e dagli studiosi Stella Patitucci (29 gennaio), Sauro Gelichi (5 febbraio), Paola Porta (4 marzo) e Stefano Bruni (11 marzo).

L’iniziativa è idealmente dedicata al ricordo di Ottorino Bacilieri “per proseguire il suo impegno negli scavi archeologici nel sito di Voghenza che ha riportato alla luce molti di questi antichi reperti”, come ricorda il sindaco di Voghiera Chiara Cavicchi: “Questa iniziativa è figlia sua, ne sarebbe fiero”.

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