
“Il Job Act è stato solo l’atto finale di un processo molto lungo, che è passato per la graduale erosione dei diritti dei lavoratori”. Con queste parole il segretario della Cgil di Ferrara Raffaele Atti ha presentato la nuova campagna del principale sindacato italiano per l’introduzione di un nuovo Statuto dei Lavoratori: “Una proposta di legge di iniziativa popolare con l’obiettivo di rimettere al centro del paese i diritti del lavoro”.
Obiettivo della nuova legge sarà di “dare piena esecuzione agli articoli 39 e 45 della Costituzione, rimasti in parte inapplicati”. Il primo riguarda il diritto dei lavoratori di associarsi in sindacati, il secondo quello di collaborare alla gestione delle aziende. Nella pratica, il proposito della Cgil è soprattutto quello di limitare e tutelare le forme di lavoro precario o a tempo indeterminato, che secondo il sindacato sono addirittura aumentati dopo l’introduzione del Job Act. “Tutti i nuovi contratti a tempo indeterminato – afferma Atti – sono sostanzialmente precari, in quanto licenziabili in qualunque momento”.
A questo si affiancano altre forme di “precarizzazione” come il sempre più diffuso uso dei voucher e le forme di “falso lavoro autonomo” che secondo Atti rappresentano “tutte le figure professionali che tradizionalmente non sono state rappresentate dal sindacato”, come il popolo delle partite Iva e in generale “tutti quelli non individuabili principalmente come imprenditori”.
Nella pratica, sono decine le diverse istanze su cui punta la Cgil e che vengono illustrate nel dettaglio sui canali del sindacato. Tra le principali si trovano le tutele “dai licenziamenti illegittimi”, “in caso di recesso o mancato rinnovo contrattuale”, il diritto al “riposo”, al “compenso equo e proporzionato”, alla “conciliazione tra vita professionale e personale” o alla “libertà di espressione”. Tutti temi che dovrebbero essere costituzionalmente garantiti ma che secondo la Cgil “in questo momento trovano risposte più nel diritto commerciale che nella legge ordinaria”. Come dire che, allo stato attuale, gli aspetti strettamente contrattuali delle singole posizioni prevalgono su un sistema di leggi che garantisca a tutti gli stessi diritti.
Lo scopo del sindacato è ora (fino al 19 marzo) quello di avviare una serie di consultazioni tra gli iscritti per raccogliere l’adesione alla campagna, che poi entrerà nella fase successiva: la raccolta di firme tra i cittadini per poter avanzare la proposta di legge in Parlamento. “Noi non vogliamo fare politica – afferma atti -, ma la legge è un fatto politico”. Per il momento l’obiettivo, nella provincia ferrarese, è raccogliere almeno 22-23mila adesioni.
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