Economia e Lavoro
8 Gennaio 2016
Miceli, segretario nazionale Filctem: "Gravissimo precedente". E i sindacati proclamano due cicli di sciopero fino al 20

Caso Fiorini: “Un disegno politico dietro la rappresaglia di Basell”

di Ruggero Veronese | 3 min

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3d450ef3-50b7-46fd-9f38-1ebd1320d337“Una rappresaglia con motivazioni risibili, che dà l’idea del clima che si respira in questo paese”. Così Emilio Miceli, segretario nazionale Filctem-Cgil, definisce di fronte agli oltre 300 lavoratori all’assemblea del petrolchimico il licenziamento del rappresentante sindacale Luca Fiorini da parte di Basell.

Un licenziamento dovuto, secondo la versione dell’azienda, al presunto ‘comportamento violento’ del lavoratore, che durante una trattativa con i vertici ferraresi avrebbe dato uno spintone a un dirigente. Un racconto che anche durante l’assemblea dei lavoratori al petrolchimico viene smentito da ogni singolo rappresentante sindacale che accompagnò Fiorini all’incontro. E che solleva sempre più lo sdegno di operai, sindacati e politici locali, tutti uniti dallo slogan ‘io sto con Luca Fiorini’ e dalla convinzione che le vere motivazioni di Basell siano molto, molto lontane da quelle ufficiali. E la risposta dei sindacati non fa sconti all’azienda: i dipendenti Basell daranno il via a due cicli di scioperi (fino al 14 il primo e fino al 20 gennaio il secondo), con l’intenzione dichiarata di coinvolgere tutti i lavoratori del petrolchimico nella mobilitazione.

“E’ una situazione – commenta Miceli – simile a quella degli anni ’50, quando si licenziavano i sindacalisti per poi liberarsi dei dipendenti. Le aziende hanno bisogno di avere le mani libere per approfittare dell’aria che si respira in questo paese, dove si vuole assegnare ai lavoratori la colpa della crisi economica”. In questo contesto, secondo il segretario Filctem, è proprio una “figura scomoda” come Fiorini la prima a essere colpita, segnando così un “gravissimo precedente per le relazioni sindacali”. Un pensiero condiviso dai lavoratori seduti in assemblea, molti dei quali si chiedono “ora chi si candiderà come rsu, con la paura di essere licenziato?”.

Luca Fiorini, Emilio Miceli e Fausto Chiarioni

Luca Fiorini, Emilio Miceli e Fausto Chiarioni

Timori diffusi e che secondo Miceli fanno parte del “disegno politico che l’azienda ha in mente”, ovvero quello di “sostituirsi al sindacato ed escluderlo dai confronti”. In quest’ottica vengono interpretate due e-mail aziendali che Basell ha inoltrato ai propri dipendenti nelle ultime settimane, in cui vengono presentati in grassetto i premi economici di partecipazione. “Questo – afferma Miceli – significa captare la benevolenza dei lavoratori promettendo qualche soldo in più. Arrivare a questi mezzi significa non avere nessuna etica, nessuna morale”.

Ma proprio questa prova di forza di Basell, secondo il segretario nazionale Filctem, finirà per rivelarsi un boomerang per l’azienda, che si ritrova sempre più in difficoltà non solo nelle relazioni con i sindacati, ma anche con la società e le istituzioni politiche: “Se pensavano di dividerci ci hanno uniti. Se pensavano di isolarci si sono isolati. Il licenziamento di Fiorini non solo va rigettato, ma ci dà il senso della nostra battaglia. Saremo più forti, perchè abbiamo la piena consapevolezza di avere ragione. E staremo al fianco di Luca nella sua battaglia legale, visto che Renzi non ci ha ancora tolto le tutele dal licenziamento discriminatorio”.

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