Attualità
18 Dicembre 2015
Gli elementi decorativi sono tornati a casa. Tagliani: "Ferrara ritrova la propria immagine"

I pinnacoli svettano sulla Prospettiva

di Elisa Fornasini | 2 min

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Una delle ferite del terremoto è stata curata. La Prospettiva torna a slanciarsi verso il cielo grazie al ritorno degli 11 pinnacoli che la sovrastavano prima del terremoto. I pinnacoli, rimossi per motivi di sicurezza dopo il sisma del 2012, tornano nella loro sede originaria per rendere l’arco di corso Giovecca davvero ‘trionfale’. I lavori di riposizionamento si sono conclusi oggi, giovedì 17 dicembre, con il completamento smantellamento del cantiere. Uno degli assi principali della città, quindi, torna ufficialmente alla normalità.

L’intervento, che ha consentito il completo ripristino dell’aspetto originario della porta monumentale, è stato festeggiato nel pomeriggio con un sopralluogo al lato del piazzale Medaglie d’Oro, alla presenza dei rappresentanti degli enti che ne hanno consentito il recupero. L’importo complessivo di 60mila euro è stato finanziato dal Comune di Ferrara (19mila euro) utilizzando parte del rimborso assicurativo per danni causati dal sisma e il restante da contributi privati, di cui 6mila da parte di Ferrariae Decus e 35mila dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara con fondi raccolti attraverso il conto corrente “Carife aiuti terremoto”.

“A tre anni e mezzo dal sisma, la città da un punto di vista estetico è tornata quella di prima” annuncia il sindaco Tiziano Tagliani, secondo cui il ritorno a casa dei pinnacoli “dà il senso di una città che ritrova la propria immagine”. “I lavori non sono finiti e ci sono cantieri da terminare – nota il primo cittadino – ma grazie al riposizionamento di questo elemento estetico diamo l’immagine di una città che ha ripreso la sua identità”.

“Quest’anno ci siamo dedicati ai pinnacoli – fa eco l’assessore ai Lavori pubblici Aldo Modonesi – da parco Pareschi a porta Romana e oggi, finalmente, sulla Prospettiva grazie a una collaborazione a quattro tra Comune, Fondazione Carife, Ferrariae Decus e Unife. È un bell’esempio di come abbiamo messo insieme le forze per un cantiere il meno invasivo possibile, che creasse poco impatto sul traffico. In meno di un mese di lavori (il cantiere è stato aperto il 16 novembre, ndr) si è lavorato in sicurezza senza impattare sulla viabilità della città”.

All’incontro erano presenti anche i due studenti di Ingegneria che si sono occupati del progetto strutturale. “Abbiamo studiato questa piastra che in caso di sisma attutisce il ‘colpo’ e non scarica il peso sulla porta monumentale – spiegano Antonio Tralli e Michele Simoni -. Questi isolatori sismici sono dispositivi passivi di protezione sismica non invasivi per ottenere il massimo isolamento sismico nelle direzioni orizzontali e verticale senza rovinare l’estetica”.

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