“Forse verrà il giorno in tutte le creature animali si vedranno riconosciuti quei diritti che nessuno, che non sia un tiranno, avrebbe dovuto negar loro”. Lo diceva Jeremy Bentham nel 1823. Quasi due secoli dopo, quel giorno non è ancora arrivato. Ma gli animalisti non si rassegnano e portano avanti il pensiero del filosofo britannico, tra i primi difensori dei diritti degli animali. Tra questi c’è una ventina di attivisti ferraresi che, in occasione della Giornata Internazionale per i Diritti degli Animali (coincidente con la Giornata Mondiale dei Diritti Umani, il 10 dicembre, ndr) si è data appuntamento davanti a uno dei luoghi ritenuti simbolo della ‘tirannia’: lo stabulario di Unife.
Ad illuminare la veglia notturna di ieri sotto il polo chimico-biomedico dell’Università di Ferrara sono le candele portate dagli animalisti appartenenti a diverse associazioni, capitanati da Animal Defenders. Al flash mob, organizzato in contemporanea con altre città, hanno aderito anche Lav Ferrara, Animal Liberation, Enpa Ferrara, Zoe, Animal Amnesty, A Mici del Delta, Cani Sciolti, Animalisti Genovesi, A Coda Alta. Diverse sigle per un unico obiettivo: garantire la libertà a tutti gli animali. Non solo per quelli mangiati, indossati e sfruttati, ma anche per quelli stabulati a scopo di ricerca.
“Torniamo a chiedere la liberazione degli animali rinchiusi all’interno dei laboratori di Unife, tra cui sei macachi. Si chiamano Eddi, Cesare, Cleopatra, Orazio, Clarabella e Archimede: alcuni di loro sono lì dentro da 12 anni” spiega Elena Cirelli, vicepresidente di Animal Defenders, elencando i nomi dei macachi riportati anche nelle ‘targhe’ attaccate al marciapiede. L’associazione animalista si è messa in prima linea per proporre un protocollo d’intesa con l’Università per lo sviluppo di metodi sostitutivi innovativi e di tecnologie avanzate non basate sull’uso degli animali. Un progetto presentato a luglio durante la conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari del Comune.
“In quell’occasione abbiamo chiesto di vigilare sulla corretta applicazione del regolamento comunale sulla tutela degli animali – ricorda Cirelli -: la nostra richiesta è stata accettata ma non si è ancora mosso nulla. Vogliamo che il Comune mantenga l’impegno preso, ovvero richiedere all’ateneo di fare accedere consiglieri comunali all’interno dello stabulario per verificare che il regolamento sia correttamente applicato. Abbiamo anche proposto la modifica del regolamento dell’organismo preposto al benessere animale che controlla i ricercatori dello stabulario su possibili irregolarità e abusi ma che, attualmente, è composto dai ricercatori stessi che così sono i loro stessi ‘supervisori’”.
L’evento ha sancito l’inizio di un presidio permanente che partirà nei prossimi giorni. “Stiamo organizzando una settimana no stop di fronte allo stabulario nell’orario di passaggio degli studenti – anticipano gli animalisti – per diffondere le informazioni sulla detenzione dei macachi e possibilmente sensibilizzare sulla legge per l’iniezione di coscienza nell’ambito della sperimentazione animale (la legge del 12 ottobre 1993 numero 413, ndr). Le date del presidio non sono ancora fissate ma continueremo a far sentire la nostra voce per difendere chi una voce non ce l’ha. E che, purtroppo, non gode dei diritti che tutti dovrebbero avere”.
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