Sono 581 i venditori abusivi avvistati e segnalati alla polizia nell’ambito della quarta edizione di “Un mare di legalità”, progetto che vede in campo forze dell’ordine, guardie volontarie, associazioni di categoria e prefettura per contrastare il fenomeno della contraffazione e dell’abusivismo sui sette lidi comacchiesi. Questa estate, oltre all’avvistamento e alla segnalazione di 581 ambulanti e di conseguenza al recupero di ingenti quantitativi di merce contraffatta, una trentina di guardie volontarie appartenenti a tre associazioni (Aeop, Anpana e Gev) hanno sensibilizzato 1300 turisti ospiti di 160 stabilimenti balneari, per un totale di 430 ore di lavoro in 29 giornate di presenza sul litorale.
Le tre associazioni che hanno partecipato alla realizzazione del progetto (che nell’arco dei 4 anni ha portato alla sensibilizzazione di 11300 turisti e alla segnalazione di 1359 venditori abusivi) sono state premiate martedì mattina alla Camera di Commercio di Ferrara. Le autorità coinvolte nell’iniziativa hanno quindi consegnato una targa di riconoscimento all’associazione Europea Operatori Polizia, all’associazione Nazionale Protezione Animali Natura e Ambiente e alle Guardie Ecologiche Volontarie ma non sono mancati attestati di merito per il sostegno ad Ascom, Confcommercio, Confesercenti, Cna, Unione Industriali e alla stessa Camera di Commercio.
Un’ondata di riconoscimenti per un mare di legalità che non basta a prosciugare l’abisso della contraffazione. Come sottolineato da tutti i relatori, il ritiro di molta merce contraffatta (soprattutto borse, occhiali, orologi e capi d’abbigliamento) non è sufficiente ad eliminare il fenomeno ma almeno lo ‘contiene’. Per cancellare definitivamente questa “piaga sociale ed economica”, come l’ha definita il comandante della polizia provinciale Claudio Castagnoli, servirebbe l’appoggio di tutti i cittadini. Da qui è nata la campagna di sensibilizzazione verso la cittadinanza perché “chi acquista un bene contraffatto è complice di un reato che danneggia le imprese che rispettano le leggi”.
“Dobbiamo sostenere quelle imprese che scelgono di stare dalla parte della legalità” conferma il presidente dell’ente di Largo Castello, Paolo Govoni, leggendo i dati forniti da Unioncamere: “A Ferrara l’illegalità costa il 5% del Pil, due imprese su 5 dichiarano che l’illegalità condiziona il loro fatturato, il 60% si sente danneggiata dalla corruzione e il 28% dalla contraffazione. Questi dati sono sentiti dalle imprese che hanno scelto di vivere nella legalità, imprese che vanno tutelate con l’acquisto di prodotti legali”. “La contraffazione non è solo un disvalore ma è illegale e danneggia l’economia del territorio, il tessuto sociale, il lavoro nelle imprese e la salute dei cittadini” ribadisce il questore Antonio Sbordone che loda il metodo adottato in questo progetto, ovvero “una sinergia assoluta tra enti diversi che andrebbe asportata in altri contesti”.
La “fattiva collaborazione” tra forze dell’ordine, prefettura e volontari “per pattugliare le spiagge e dare informazioni ai cittadini” è sottolineata anche dal prefetto Michele Tortora che esprime gratitudine per questo progetto “messo in rete con le prefetture di Rimini, Forlì e Ravenna” per costruire “un’unica strategia di contrasto ai fenomeni di illegalità”. “Ci siamo resi conto che è strategico adottare pianificazioni di sicurezza partecipata – prosegue il prefetto -: non basta la repressione e il pattugliamento delle spiagge ma serve anche il coinvolgimento di espressioni della società civile. Auspico che questa rete e questa forte alleanza tra cittadini e forze dell’ordine, possano essere realizzate in altri ambiti di sicurezza pubblica”.
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